Riappare Putin, “suicidi” di massa tra gli oppositori di Kiev

E’ scomparso dall’attenzione mediatica per dieci lunghi giorni Vladimir Putin, dal 5 al 15 marzo, disertando un viaggio diplomatico e scatenando la curiosità e le illazioni dei media di mezzo mondo. La progressiva bolla mediatica ha raggiunto il proprio apice domenica, alla vigilia dell’incontro diplomatico del 16 marzo a San Pietroburgo, quando una lunga serie di indizi e voci incontrollate parlavano apertamente di golpe a Mosca. Elicotteri militari che in settimana sorvolavano il Cremlino, truppe antisommossa in centro domenica sera, blindati in transito sulla Piazza Rossa qualche giorno prima, presunti black-out ripetuti sulla sede del governo, nessuna dichiarazione dal resto della leadership, a cominciare da Lavrov e Medvedev, e infine l’incendio al campanile del monastero di Novodevichi: ogni segnale, confermato o meno, per certa stampa sembrava comprovare la malattia, la morte o, appunto, la deposizione manu militari di Putin dalla carica presidenziale, al punto che circolavano già in rete i nomi dei generali coinvolti. Le fonti vicine al leader lasciavano trapelare indiscrezioni su un brutto mal di schiena, mentre la stampa svizzera avvistava Putin a Lugano, vicino alla compagna in procinto di dargli un figlio (ad oggi la forse pista più probabile). Poi lunedì mattina Putin è riapparso, era presente all’incontro col presidente del Kirghizistan Aslambek Atambajev, non ha commentato la propria assenza, liquidando l’accaduto con una battuta sulla futilità dei pettegolezzi.

Dunque Putin è lì dove lo hanno messo i russi e dove lui, da oltre quindici anni, fa di tutto per restare; ipotesi di una possibile instabilità interna, a due settimane dall’omicidio Nemtsov, appare priva di fondamento.

Se lo zar riappare come se nulla fosse, scompaiono invece misteriosamente gli ex uomini di fiducia del deposto Presidente ucraino Yanukovych. Nell’Ucraina dell’attuale governo di Kiev, regime golpista e guerrafondaio che gode immeritata fama di baluardo della democrazia tra i media occidentali, si è diffusa nelle ultime settimane una misteriosa epidemia di suicidi e morti misteriose.

Oleksiy Kolesnyk, ex-governatore dell’oblast di karkhiv, è stato trovato impiccato il 29 gennaio; un mese dopo, il 25 di febbraio, si è apparentemente dato la morte per impiccagione anche Serhiy Valter, sindaco di Melitopol, seguito da Oleksandr Bordyuh, ex capo della polizia della stessa cittadina, trovato morto in casa sua appena un giorno dopo. Mykhaylo Chechetov, ex vice segretario del Partito delle Regioni di Yanukovych, ha deciso due giorni dopo, il 28 di febbraio, di lanciarsi dalla finestra del proprio appartamento al diciassettesimo piano. Il 9 marzo Stanislav Melnyk, già deputato della Rada sempre per il partito dell’ex-Presidente, è stato trovato morto nel proprio bagno con un colpo di pistola alla testa e un biglietto d’addio. Infine il 12 marzo Peklushenko, l’ex-governatore dell’Oblast di Zaporizhia,  si è anche lui tolto la vita sparandosi dolorosamente al collo.

Tutti vicini in passato a Yanukovych, tutti legati alle regioni dell’Est, tutti di recente accusati dalle autorità ucraine di abuso d’ufficio e altri reati tipici della classe politica. Strano che dei corrotti impenitenti, quali erano stati descritti gli uomini della cricca di Yanukovych, e quali in molti casi effettivamente erano, abbiano provato un tale senso di disonore da tali accuse alla pubblica rispettabilità del proprio nome, da compiere Seppuku, con l’inflessibile disciplina autodistruttiva che la leggenda concede soltanto ai samurai più devoti alla regola del Bushido.

A Kiev si parla soltanto di anomala ondata di suicidi, mentre sulla stampa estera la notizia non passa neppure o è relegata in secondo piano. Eppure è senz’altro così che deve essere andata: nella democratica Ucraina di Yatsenjuk e Poroshenko, capace di trucidare a colpi di artiglieria più di 5 mila propri concittadini e di declassare a rissa da bar i 50 filorussi morti giustiziati e bruciati vivi nel pogrom di Odessa, non si uccidono gli avversari politici… questo avviene soltanto nella Russia di Putin il Terribile.

Ricordatevelo bene.

 

twitter: @aramcheck76

poroshenko

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Daniele Trovato

Scrittore, blogger, sceneggiatore, attore e autore teatrale, collabora stabilmente con la testata online www.lineadiretta24.it dove si occupa di Esteri, di Cultura e Spettacolo, collabora inoltre col cartaceo RomaAmor Magazine. Per la narrativa ha pubblicato il romanzo “Ali e corazza” (Autodafé, 2011) e la raccolta di racconti Filosofavole (Smasher, 2014), un suo testo partecipa alla raccolta “Racconti Mondiali” (Autodafé, 2014). Per il teatro le sue opere sono comparse sulle riviste Sipario e Perlascena. Ha due lauree e vive a Roma. Twitter: @aramcheck76