Rapporto Oxfam: troppi bambini in pericolo

rapporto oxfamA sei mesi di distanza dal Rapporto Summit di Europol e Missing Children (qui il nostro articolo del marzo 2016), secondo il rapporto Oxfam la situazione dei migranti minori non accompagnati rimane disastrosa. Tra i flussi in perenne aumento, la chiusura della rotta balcanica e gli scellerati accordi con la Turchia l’Italia si attesta come la drammatica frontiera dei bambini in viaggio verso la salvezza. O la disperazione.

Una fotografia davvero drammatica, quella che ci restituisce il rapporto Oxfam, pubblicato l’8 settembre 2016, forte di numerosi dati e un notevole approfondimento sul territorio.

Se, secondo i dati di marzo, dei 10.000 bambini dispersi in Europa più o meno la metà era scomparsa in Italia, ciò che emerge dal rapporto Oxfam è che nei successivi sei mesi non si è fatto praticamente nulla. I dati dei bambini dispersi, forniti dal Ministero per le Politiche Sociali, confermano che nei primi sei mesi del 2016 sono state perse le tracce di 5222 minori. Invisibili dunque, spariti nel nulla e bersaglio ideale di sfruttamento e violenze.

A differenza del Rapporto Summit, il documento Oxfam si concentra criticamente sulle difficoltà della nostra penisola. Con la chiusura della rotta balcanica e l’accordo tra Unione Europea e Turchia, l’Italia è diventata il pressoché esclusivo punto di arrivo dei flussi migratori diretti verso l’Europa.  ‹‹Al 31 luglio 2016›› si legge nel rapporto ‹‹erano sbarcati 13.705 minori soli, con un incremento di più del doppio rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (basti pensare che, in tutto il corso del 2015, ne erano arrivati 12.3607)››.

rapporto oxfamTuttavia i punti di criticità del nostro sistema di accoglienza non sono stati risolti né sufficientemente affrontati. ‹‹Nonostante l’Italia››  continua infatti Oxfam  ‹‹sia la destinazione “naturale” di moltissimi minori, il sistema nazionale di accoglienza si è rivelato largamente inadeguato a tutelarne i diritti. Alcune criticità presenti da tempo e mai affrontate attraverso politiche strutturali, che cercassero di ottenere un impatto di lungo periodo, descrivono forse l’unica situazione di vera emergenza legata ai flussi migratori nel nostro paese, al di là della retorica mediatica: quella di ragazzi e bambini, estremamente vulnerabili, i cui diritti non sono garantiti, e che per questo rischiano di vedere drammaticamente compromesso il loro percorso di vita››.

Basti pensare che circa il 40% dei minori non accompagnati (quasi 4.800) si trova attualmente in Sicilia. L’attuale normativa infatti prevede che i minori soli siano automaticamente in carico ai servizi sociali dei cosiddetti “comuni di rintraccio”, cioè i comuni in cui di fatto approdano. Ma le strutture presenti in Sicilia non possono reggere un simile carico. Secondo Paola Ottaviano, di Borderline Sicilia – partener di Oxfam attivo nell’isola, ‹‹i minori devono essere trasferiti fuori dalla Sicilia, non è possibile che restino bloccati qua. Occorre una redistribuzione del carico in tutte le regioni italiane. La concentrazione in una sola regione aumenta le disfunzioni del sistema oltre che le speculazioni. […] Il sistema di accoglienza italiano non ha abbastanza posti per i minori non accompagnati, nonostante non si tratti certo di una novità. Il fatto che negli anni non si sia voluta trovare una soluzione fa sì che i ragazzi restino bloccati a lungo in strutture concepite per permanenze di pochi giorni, o di poche settimane, in attesa di essere trasferiti e troppo spesso finiscono per compiere 18 anni all’interno di queste strutture di transito››.

rapporto oxfamE dopo? Dopo il compimento del diciottesimo anno d’età t’attacchi. Si legge infatti nel rapporto: ‹‹ Il 20 gennaio 2016 una circolare del Ministero dell’Interno ha chiarito che l’erogazione di fondi nazionali ai Comuni che hanno effettuato la presa in carico di minori stranieri è possibile fino al giorno del raggiungimento della maggiore età di questi ultimi. Le amministrazioni locali, quindi, dovrebbero rimborsare con propri fondi le comunità per minori che continuano ad ospitare ragazzi dopo il compimento del 18 anno di età, nella logica del completamento di un percorso di integrazione, ad esempio per la conversione di un permesso di soggiorno per minore età. L’ovvia indisponibilità degli Enti Locali ha generato un effetto perverso››.

Non ci sono tante parole per continuare, né per descrivere l’assurdità di una situazione del genere. Per questo motivo Oxfam ha lanciato un appello all’Italia e all’Europa che riportiamo di seguito integralmente.

Le richieste al governo italiano:

 – Istituire un sistema nazionale di accoglienza per i minori stranieri non accompagnati, aumentando il numero di posti disponibili sia in prima che in seconda accoglienza (SPRAR e comunità alloggio per minori) e garantendo monitoraggio degli standard delle strutture e adeguata selezione e formazione degli operatori.

 – Creare un sistema unico nazionale per registrare i posti disponibili nelle varie regioni e coordinare l’invio dei minori dai luoghi di arrivo in modo rapido ed efficiente.

 – Garantire un’accoglienza temporanea, ma dignitosa e sicura, ai minori transitanti, attrezzando servizi dormitorio a bassa soglia, sorvegliati, dove sia loro possibile riposarsi in un ambiente protetto.

 – Garantire tempestività della nomina del tutore legale per tutti i minori non accompagnati. Sostenere il reclutamento e la formazione dei tutori, e incentivare l’utilizzo di “tutori volontari”, adeguatamente selezionati e formati.

 – Uniformare le procedure di identificazione e accertamento dell’età perché avvengano rispettando sempre il superiore interesse del minore e in accordo con le convenzioni internazionali sui diritti dei bambini e degli adolescenti. In particolare l’accertamento dell’età deve effettuarsi con un approccio multidisciplinare, coinvolgendo specialisti in diversi campi. In caso di dubbio deve sempre essere presunta la minore età.

 – Promuovere la presa in carico e un sostegno continuativo per i minori in condizioni di particolare vulnerabilità (come le vittime di tratta e di sfruttamento o i richiedenti asilo) e, per tutti, promuovere l’integrazione scolastica e professionale, percorsi di semiautonomia e un effettivo godimento del diritto alla salute.

Le richieste all’Unione Europea:

 – Prevenire ogni rischio di sfruttamento, traffico, abuso o violenza nei confronti dei minori migranti, chiedendo agli Stati Membri di garantire procedure rapide ed efficaci per l’individuazione di tutori legali per i minori soli e di investire in politiche e progetti di contrasto al traffico e alla tratta di minori.

 – Intervenire con ogni strumento possibile per eliminare e prevenire ogni forma di detenzione e trattenimento di minori negli Stati Membri.

 – Incentivare lo sviluppo coordinato tra gli Stati Membri di procedure di accertamento dell’età attraverso la diffusione di buone pratiche promosse dalle organizzazioni governative e non governative specializzate.

 – Assicurare che sia rispettato il diritto a ricevere un’istruzione adeguata in tutti gli Stati Membri, sia di transito che di destinazione, per tutti i minori migranti, passo indispensabile per una futura integrazione.

 

@aurelio_lentini

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Aurelio Lentini

Laureato in Scienze Storiche presso L'università Statale degli Studi di Milano, oggi conduce una piccola libreria online, collabora con varie testate online, scrive, e tenta di venire a capo del mondo prima che il mondo venga a capo di lui.