Possibile svolta per i diritti civili negli Stati Uniti

Già prima del massimo organo giurisdizionale americano, la Corte d’Appello di San Francisco si era pronunciata a sfavore della proposition 8, il referendum a seguito del quale le unioni gay erano state nuovamente dichiarate illegittime.

Il dibattito sui diritti civili è un tema centrale nell’amministrazione Obama, sollevato anche durante le conferenze stampa degli ultimi giorni. Il portavoce alla Casa Bianca, Jay Carney, ha manifestato cautela in merito alla possibilità di predire le decisioni della Corte sul referendum, ma allo stesso tempo ha ribadito che le prese di posizione del Presidente Obama sono chiare e che non è ipotizzabile una legge che giustifichi le discriminazioni nei confronti dei cittadini omosessuali.
Alla domanda sul perché la questione stia suscitando tanto interesse proprio adesso tra i membri del Congresso, le personalità di pubblico spicco e la pubblica opinione, Carney ha risposto che tali mutamenti di vedute vanno salutati con soddisfazione e li ha attribuiti al fatto che un numero sempre crescente di americani ritengono che gay e lesbiche non debbano più essere oggetto di discriminazione. Tutto questo attiene ai principi fondanti degli Stati Uniti, come lo stesso Obama ha ricordato durante il secondo discorso d’insediamento alla Casa Bianca.
Le parole di Carney sono state rafforzate dalle dichiarazioni dell’altro portavoce alla Casa Bianca, Josh Earnest, che ha assicurato che il Presidente sta seguendo da vicino gli sviluppi in seno alla Corte Suprema. Quando gli è stato domandato perché l’amministrazione Obama non abbia disapplicato una legge che ritiene incostituzionale, Earnest ha replicato che l’analisi e un eventuale giudizio di incostituzionalità sono compito del Dipartimento di Giustizia; ha aggiunto, tuttavia, che i legali dell’amministrazione Obama hanno già concluso per l’illegittimità del DOMA.
Earnest ha inoltre ribadito l’importanza del cambiamento della sensibilità generale di fronte ai temi dell’eguaglianza e dei diritti civili e sottolineato il dato che tutto questo stia avvenendo in tempi molto rapidi.

La Corte Suprema non si pronuncerà fino a giugno. La Casa Bianca rimane cauta nell’esprimere qualunque vaticinio, ma, alla luce delle prese di posizione di questi giorni da parte dei membri del Congresso, sarebbe fondato sperare in un riconoscimento delle unioni omosessuali nel Paese dove la Dichiarazione di Indipendenza del 1776 recita “Tutti gli uomini sono creati uguali”.

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Claudia Pellicano

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