Pena di morte in America: ritorno alle tenebre

Pena di morte in americaLa pena di morte in America non si arresta, anzi, accelera. A pochi giorni dalla vittoria di Trump torna a far discutere uno dei temi più controversi dentro e fuori gli Stati Uniti, che insieme a Iran, Cina, Arabia Saudita e Pakistan restano tra i Paesi mantenitori della pena più disumana.

Nonostante, come avevamo riportato qualche mese fa, il trend dei paesi dove viene pratica la pena di morte sia in calo da diversi anni, il numero delle condanne nei Paesi che la mantengono continua ad aumentare. Sebbene gli Stati Uniti, a differenza dei loro fratelli coltelli oltreoceano, vivessero una fase calante delle condanne – tanto che il 2016 sembrava essere finalmente l’anno in cui si sarebbe registrata una sensibile diminuzione della pena di morte in America – , contestualmente all’elezione di Donald Trump alla Casa Bianca è accaduto qualcosa che ha subito destato notevole preoccupazione.

Pena di morte in americaInsieme alle Elezioni Presidenziali, infatti, i cittadini di California, Nebraska e Oklahoma sono stati chiamati alle urne da un Referendum che chiedeva loro di esprimersi a favore della proposta referendaria 62, che chiedeva l’abolizione definitiva della pena di morte, o della proposta 66 che invece auspicava l’accelerazione delle procedure per le uccisioni di Stato. Purtroppo tutti e tre gli esiti non hanno smentito i risultati che contemporaneamente eleggevano Donald Trump come presidente.

La California si è espressa in favore della proposta 66 con il 52% dei voti, il Nebraska ha seguito con il 57%, e l’Oklahoma, il paese boia per antonomasia (che ha il numero più alto di esecuzioni in rapporto al numero di abitanti), ha fatto registrare un impareggiabile 67%. I capelli di tutti i giuristi d’America sono quindi diventati subito bianchi: se la proposta 66 dovesse essere applicata alla lettera ne deriverebbe una mattanza improponibile per un paese “civile”, e assisteremmo alla media di un’esecuzione alla settimana per ben 14 anni.

Pena di morte in americaCattive notizie dunque, e funesti presagi. Non solo queste consultazioni segnano un arretramento evidente per uno stato come il Nebraska che nel 2015 era giunto ad abolire la pena di morte (salvo poi ripristinarla), ma il carro dei Paesi paladini della pena di morte in America rischia di contare nuovi passeggeri: la Governatrice repubblicana del New Mexico, Susana Martinez, sta infatti tentando ogni via per ripristinare la pena di morte, abolita sette anni fa, nel più breve tempo possibile.

Quelle che sembravano delle ottime aspettative in tema di diritti umani sembrano essersi sfracellate contro un muro di odio, paura, ignoranza e intolleranza senza precedenti.

@aurelio_lentini

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Aurelio Lentini

Laureato in Scienze Storiche presso L'università Statale degli Studi di Milano, oggi conduce una piccola libreria online, collabora con varie testate online, scrive, e tenta di venire a capo del mondo prima che il mondo venga a capo di lui.