L’Isis colpisce ancora: Gran Bretagna in allarme

Il modello di vita europeo appare totalmente diverso e, forse, addirittura in contrasto, con idee e propaganda del gruppo terroristico che ha il fine di portare avanti la “guerra santa”, conosciuto con l’acronimo Isis: Stato Islamico di Iraq e Siria.
Eppure, il numero dei giovani provenienti dal Continente europeo che decide di unirsi a quello che si autodefinisce «un movimento umanitario che lotta per una causa nobile» è in continuo aumento.
La problematica, se così può essere chiamata, è diventata particolarmente evidente, per chi non lo fosse già, a seguito della recente partenza di tre ragazze che, come una cinquantina di loro coetanei e connazionali, hanno deciso di lasciare casa e famiglia per dedicarsi alla loro “missione”.
Si tratta della storia di tre ragazze di Londra, tra i 15 e i 16 anni, imbarcatesi lo scorso martedì a Gatwick con destinazione Istanbul, agevolate dai controlli evidentemente non efficaci della compagnia aerea Turkish Airlines. Due di loro sono state identificate, Shamima Begum e Kadiza Sultana, contrariamente alla terza, la cui identità resta, per ora, ignota.
Le tre giovani sono di religione musulmana, in quanto di origine bengalese e, lo scorso dicembre, una ragazza che studiava nella loro stessa scuola, la Bethnal Green Academy, era partita proprio per unirsi all’ISIS: tutti elementi che possono essere considerati come indizi di una loro probabile decisione.

Processo di reclutamento. Lo strumento per l’indottrinamento delle nuove reclute è efficace, ma insolito per una cultura che si proclama contro tecnologie: i social network. Giovani musulmani vengono contattati tramite Facebook: l’approccio iniziale consiste nel mostrare video con scene di guerra in cui anche bambini innocenti muoiono, dando la colpa di tutto all’Occidente. Al tentativo di sensibilizzazione, basato sulle emozioni della “vittima”, segue la proposta alla mobilitazione in prima persona: un’occasione per un cambiamento al fine di rendere la propria vita “avventurosa”. In alcuni casi, inoltre, viene addirittura offerto del denaro.

La ricerca disperata. Il capo dell’anti-terrorismo, Richard Wolton, ha incitato a contattare le autorità chi sia in possesso di informazioni sulle sorti delle tre ragazze: «Chiunque abbia informazioni a riguardo, è pregato di chiamare la hotline dell’antiterrorismo: 0800 789 321». Inoltre, ha spiegato: «Stiamo cercando di risalire alle ragazze usando i media turchi e i social media, nella speranza che Shamima, Kadiza e la loro amica possano udire il nostro messaggio, ascoltare le nostre preoccupazioni riguardo alla loro sicurezza e avere il coraggio di tornare, adesso, dalle loro famiglie, che sono molto preoccupate per loro». Intanto la polizia ha diffuso foto con tanto di descrizione dettagliata delle ragazze.
La speranza di famiglia, autorità e, in parte, della stessa Gran Bretagna, è che le adolescenti non abbiamo ancora raggiunto la Siria. Walton stesso ha affermato: «La nostra più grande preoccupazione è la sicurezza di queste giovani».
Ci si dovrebbe chiedere, però, se sia più grande la paura che tre adolescenti scoprano che il loro “sogno” si è trasformato in una realtà più dura del previsto, o che un gruppo terroristico, che non accetta la cultura europea, abbia altre tre persone da strumentalizzare e su cui contare per qualsiasi tipo di azione.
L'Isis colpisce ancora Twitter: @MariaLauraSerpi

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Maria Laura Serpico

Bionda, bassa e sognatrice. Se è vero che ogni riccio è un capriccio, con me la vita non è mai noiosa. Mi definisco una “persona frenetica”, alla continua ricerca di nuovi stimoli. Il mio colore preferito è il verde, perché la speranza è l’ultima a morire! Le cose che preferisco fare sono: parlare, parlare e… parlare! Ma non temete, in caso di necessità, sono pronta ad ascoltare: ogni incontro, ogni viaggio, ogni situazione imprevista può essere fonte di arricchimento personale. I miei studi mi hanno portato verso il mondo della scienza politica poiché credo che, benché i più non lo vogliano ammettere, niente e nessuno le è immune. Spettacolo e cultura mi affascinano da sempre, in quanto mix perfetto di storia e sensibilità personale. Perché scrivere? Per dare modo a tutti di “vedere” (quasi) tutto: una pretesa impossibile, ma d’altronde la vita è una sfida continua.