Les jeux sont faits: l’Egitto si avvia al declino

La speranza di una sofferta conciliazione ha lasciato spazio alla consapevolezza di una fine che sembra l’unica via da percorrere. Fin da martedì i collaboratori del presidente avevano fatto sapere che Morsi non si sarebbe mai dimesso e non avrebbe ceduto al ricatto dei militari. Il leader ha dichiarato di preferire la morte, alla fine di quella ch’egli definisce democrazia: “Il popolo dell’Egitto mi ha dato mandato come presidente, non ho altra scelta che assumermi la responsabilità per la Costituzione egiziana”. Nonostante il desiderio del popolo sostenuto dall’esercito sia l’immediata destituzione, il leader non sembra affatto arrendersi. Nonostante le manifestazioni che hanno portato ad un non accertato numero di morti, nonostante la presentazione di numerose richieste di dimissioni da parte dei ministri  il ministro degli Esteri Kamel Amr, in nottata, ha rassegnato le proprie dimissioni. I ministri del Turismo, dei Rapporti col parlamento, delle Telecomunicazioni, dell’Ambiente e delle Risorse idriche hanno presentato una lettera di dimissioni insieme spiegando di volersi unire i manifestanti e di essere contrari alla politica del governo), seppure”il dem ocratico” Morsi ha fatto sapere che non lascerà il suo posto.

Anche gli Stati Uniti sembrano essere “intervenuti” per cercare di portare la pace. Il colosso delle Torri Gemelle, ha fatto sapere: “Passi per dimostrare di essere reattivo alle preoccupazioni del popolo e ha sottolineato che la crisi può essere risolta solo attraverso un processo politico”. Intanto però il documento dei militari sembra aver avuto l’avvallo di Washington. Il capo di Stato maggiore della Difesa Usa, il generale Martin Dempsey ha infatti parlato con il suo omologo egiziano, il generale Abdel Fattah al-Sisi, prima che quest’ultimo ponesse l’ultimatum a Morsi. Scaduto l’ultimatum un consigliere del presidente Morsi ha detto che “è in corso un golpe militare” aggiungendo che ora si aspetta che la polizia e l’esercito ricorreranno alla violenza per deporre il controverso leader. Forze di sicurezza egiziane, nel frattempo, hanno imposto il divieto di espatrio allo stesso Morsi mentre poche minuti dopo la rete tv egiziana al Hayat ha diffuso la notizia che il presidente egiziano sarebbe stato posto agli arresti domiciliari. Il momento delle trattattive sembra, dunque, finito…ma sarà mai davvero iniziato? 

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