Le 24 ore italiane di Putin

Il quotidiano britannico The Guardian aveva predetto che il Presidente russo Vlamidir Putin avrebbe ricevuto «un’accoglienza più calorosa in Italia che in qualsiasi altro Paese dell’Unione Europea». A tale proposito l’ex ambasciatore italiano in Russia, Giancarlo Aragona, ha tentato di spiegare che, in realtà, il comportamento apparentemente ambiguo del governo italiano è principalmente dovuto alla convinzione che la strada della diplomazia sia un strumento più efficace dell’isolamento internazionale e, dunque, «non contraddice l’impegno italiano nei confronti delle politiche europee in relazione alla Russia». Tuttavia, Washington non nasconde la propria preoccupazione sul rapporto tra Mosca e Roma poiché, a breve, il Consiglio dei ministri dell’Ue dovrebbe riunirsi per prorogare le misure restrittive imposte alla Russia.

Mattinata all’Expo. Nella mattina di mercoledì 10 giugno Putin si è recato a Milano per la Giornata nazionale della Russia a Expo2015. In tale occasione il Presidente russo ha tenuto a ribadire che «le sanzioni vanno eliminate» in quanto non converrebbero a nessuno, tantomeno agli imprenditori italiani. «L’Italia è il quarto partner commerciale della Russia, ma recentemente gli scambi si sono ridotti del 10 per cento e nell’ultimo trimestre sono scesi del 25 per cento. È una situazione non soddisfacente per i russi, ma io credo anche per l’Italia», ha affermato lo zar che ritiene il Paese ospitante Expo2015 un «partner importante» in Europa. Nel corso del loro secondo incontro ufficiale Putin e il premier Matteo Renzi hanno visitato insieme i padiglioni dei rispettivi Paesi: «Con Renzi abbiamo parlato del tema delle sanzioni che non possono essere un ostacolo reale. O si eliminano o si modificano per sostenere le aziende che vogliono collaborare con noi. E questo vale anche per i contratti firmati in campo militare e tecnologico».
Inoltre, nel corso della conferenza stampa Putin ha affermato: «L’accordo di Minsk deve essere applicato in tutti i suoi aspetti di natura politica, militare umanitaria e sociale, ma non tutti sono stati attuati in pieno», mentre Renzi ha sottolineato quanto «noi abbiamo necessità che la Russia sia in prima fila con Ue e Usa per affrontare le minacce globali».

Pomeriggio in Vaticano. Putin è atterrato a Fiumicino nel pomeriggio ma è arrivato in ritardo all’appuntamento in Vaticano, dove ad attenderlo c’era l’arcivescovo Georg Gaenswein, così l’udienza è slittata di circa 70 minuti. Tuttavia, il presidente si è fatto perdonare portando in dono un quadro ricamato all’uncinetto con un filo d’oro, mentre il Papa ha regalato a Putin un medaglione con la raffigurazione dell’Angelo della Pace, simbolo della solidarietà tra i popoli e una copia della sua Evangelii Gaudium.
In merito alla conversazione privata tra i due, che è durata quasi un’ora, il portavoce del Vaticano, Federico Lombardi, ha dichiarato: «Il colloquio è stato dedicato principalmente al conflitto in Ucraina e alla situazione nel Medio Oriente». Anche in quest’occasione è stato, inoltre, ribadito l’impegno nei confronti degli accordi di Minsk. L’udienza è iniziata e terminata con i saluti in tedesco di Francesco, ma durante il colloquio erano presenti due interpreti.

Primo incontro con Mattarella. Un comunicato della Presidenza della Repubblica ha confermato che anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha incontrato il Presidente russo nel pomeriggio di mercoledì. L’incontro è avvenuto al Quirinale e vi ha preso parte anche il vice ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Lapo Pistelli.

Saluto serale all’amico di sempre. L’incontro più atteso è stato quello tra Putin e il suo, non solo collega, ma addirittura amico, Silvio Berlusconi. I due si sono dati appuntamento a Fiumicino al termine della lunga giornata piena di impegni dello zar per un breve incontro di 30 minuti circa, in seguito al quale Berlusconi ha dichiarato: «Domani presenteremo alla Camera una mozione che si rivolge al governo per non continuare nelle sanzioni verso la Russia, le quali ledono i nostri interessi per degli importi molto consistenti».

 

 

Fonte: ansa.it

Fonte: ansa.it

@MariaLauraSerpi

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Maria Laura Serpico

Bionda, bassa e sognatrice. Se è vero che ogni riccio è un capriccio, con me la vita non è mai noiosa. Mi definisco una “persona frenetica”, alla continua ricerca di nuovi stimoli. Il mio colore preferito è il verde, perché la speranza è l’ultima a morire! Le cose che preferisco fare sono: parlare, parlare e… parlare! Ma non temete, in caso di necessità, sono pronta ad ascoltare: ogni incontro, ogni viaggio, ogni situazione imprevista può essere fonte di arricchimento personale. I miei studi mi hanno portato verso il mondo della scienza politica poiché credo che, benché i più non lo vogliano ammettere, niente e nessuno le è immune. Spettacolo e cultura mi affascinano da sempre, in quanto mix perfetto di storia e sensibilità personale. Perché scrivere? Per dare modo a tutti di “vedere” (quasi) tutto: una pretesa impossibile, ma d’altronde la vita è una sfida continua.