Il messaggio femminista di Ivanka Trump in India

Ivanka Trump in India.
Ivanka Trump in IndiaIvanka Trump è stata l’ospite d’onore durante il vertice mondiale degli imprenditori che si è svolto ad Hyderabad, India. Durante l’incontro, il cui tema era “Prima le donne, prosperità per tutti”, la First Daughter ha lanciato un messaggio importante a favore delle donne in un paese in rapido sviluppo economico quale è l’India, ricordando l’importanza del ruolo imprenditoriale femminile nella crescita economica nazionale e globale. «Solo quando le donne potranno accedere liberamente all’imprenditoria le nostre economie e società raggiungeranno il loro pieno potenziale», ha detto durante il suo intervento. La 36enne imprenditrice ha elogiato il governo del presidente indiano Narendra Modi per aver portato 130 milioni di persone fuori dalla soglia di povertà. Ma ha anche ricordato che nei paesi in via di sviluppo – come l’India – il 70% delle donne a capo di un business non hanno accesso ai capitali, né sono autorizzate a possedere un’attività, viaggiare e lavorare liberamente senza il consenso dei propri mariti.

Ivanka è stata invitata a parlare davanti ad un pubblico composto da 1.200 giovani imprenditori (il 31,5% sotto i 30anni) e per lo più da donne. Ma la platea della conferenza è davvero rappresentativa della realtà indiana? La risposta è no: nonostante le loro condizioni siano significativamente migliorate rispetto al passato, in India le lavoratrici sono ancora pesantemente discriminate: percepiscono il terzo di un salario di un uomo, pur essendo normale vedere – a differenza che in Occidente – donne che svolgono lavori pesanti, quali la costruzione di strade o di edifici; occupazioni solitamente riservate agli uomini. In questo quadro, il mondo femminile trova ben poco spazio nell’imprenditoria. Anche se lentamente le cose stanno cambiando, soprattutto nelle aree urbane, nascere donna in India significa avere ben poche alternative. L’accoglienza entusiasta ricevuta dalla giovane imprenditrice 36enne la dice lunga anche sull’idea di successo mitizzata nel paese. Una giovane studentessa indiana di medicina, intervistata dal quotidiano statunitense Washington Post, ha detto che: «È bello che venga. […] Lei è una donna affascinante, bella e potente. È una combinazione di Hollywood e di politica». Per non sfigurare, poi, il governo indiano ha prontamente fatto ripulire da cima a fondo la città, non mancando di “trasferire” i mendicanti dal centro di Hyderabad verso un “istituto di riabilitazione” annesso alla prigione cittadina di Chanchalguda, secondo quanto riporta Repubblica.

Durante il vertice, nessuna parola è stata però spesa per condannare gli abusi sul lavoro, facendo perdere ad Ivanka Trump un’occasione importantissima per prendere le distanze dalle accuse alla sua azienda ed evitarsi le critiche del mondo politico e dei media. Un’inchiesta condotta tempo fa svelò infatti come nelle fabbriche asiatiche che producevano i vestiti del suo brand i lavoratori fossero pagati 1 dollaro l’ora. Nonostante l’azienda della figlia del presidente USA continui a mantenere delle dinamiche oscure in materia di lavoro e sfruttamento, il messaggio lanciato dalla First Daughter non perde certo di importanza. Sta ora ai governi dei paesi in via di sviluppo decidere se cogliere la sfida o meno, o se nascondere la polvere sotto al tappeto, come è successo per l’improvvisa sparizione dei mendicanti da Hyderabad.

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Twitter autore: @JoelleVanDyne_

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Viola D'Elia

Nata 27 anni fa, ha vissuto a Roma, Istanbul e in India. Sempre pronta a fare le valigie, sogna di vedere ogni angolo di mondo. Oltre a coltivare ambizioni alla Jules Verne, i suoi interessi includono accumulare libri, la musica e il cinema. E’ capace di commuoversi ogni volta che rivede Hugo Cabret; ama scrivere e fare domande, ma non riceverne. Specialmente di lunedì mattina. Crede fermamente nella filosofia di Big Fish: «Tenuto in un piccolo vaso il pesce rosso rimarrà piccolo, in uno spazio maggiore esso raddoppia, triplica o quadruplica la sua grandezza».