Il tortuoso cammino verso l’ingresso della Serbia nell’Ue

Concettualmente i Balcani sono già in Europa, ma il processo di allargamento all’Unione ha richiesto fino ad ora numerosi sforzi e lento e tortuoso è ancora il cammino verso l’ingresso della Serbia nell’Ue. L’autore serbo Ivan Colovic affermò in un’intervista che «ogni ex-repubblica jugoslava vuole essere più europea dell’altra, a cominciare dalla Slovenia, a nord, che dice – siamo europei e al sud della Slovenia iniziano i Balcani. Anche i croati affermano che i Balcani cominciano a sud della Croazia; e i bosniaci dicono che i Balcani incominciano ad est della Bosnia. I serbi affermano che i Balcani incominciano in Albania». Il processo di integrazione dei paesi balcanici ha subito numerose battute d’arresto, causate da questioni politiche interne e tensioni sociali di vario genere, accompagnate dalla difficoltà nell’elaborazione di riforme volte a rafforzare il rispetto dei principi democratici, dei diritti umani e dello stato di diritto richieste dall’Europa.

ingresso della Serbia nell'UeIl primo ministro serbo Aleksandar Vucic, rieletto quest’anno per il secondo mandato, ha dichiarato, forse con esagerato ottimismo, che entro il 2019 la Serbia sarà pronta per l’ingresso nell’Unione. In seguito all’entrata in vigore, nel 2013, dell’Accordo di stabilizzazione e di associazione tra Ue e Serbia, proprio nel mese di luglio la terza riunione della Conferenza di adesione all’Ue ha avviato i negoziati su due capitoli cruciali per l’ingresso nell’Unione e contemporaneamente molto spinosi per lo stato balcanico: il 23, sui diritti fondamentali, e il 24, su giustizia, libertà e sicurezza. Parliamo quindi di riforme fondamentali per il Paese in tema di giustizia, lotta alla corruzione, diritti fondamentali, immigrazione, e lotta al terrorismo. Ma l’ingresso della Serbia nell’Ue non è cosa semplice. Secondo un rapporto pubblicato nel 2015, Human Rights Watch ha affermato che in Serbia esigui sono stati i progressi per quanto riguarda la tutela dei diritti umani; il fenomeno della corruzione a tutti i livelli è dilagante e la prosecuzione dei crimini di guerra procede lentamente e manca del supporto politico necessario. Persistono le discriminazioni nei confronti delle minoranze e della comunità LGBT. La libertà di stampa giace in una situazione precaria, in cui i giornalisti sono spesso vittime di attacchi e minacce e sottoposti a pressioni da parte della politica.

ingresso della Serbia nell'UeLe resistenze del governo serbo a collaborare con il Tribunale penale internazionale per i crimini commessi nell’ex Jugoslavia, il miglioramento dei rapporti con la Croazia, la normalizzazione delle relazioni con il Kosovo e la partnership economica con la Russia a cui il governo serbo non vuole rinunciare, hanno ritardato l’avvio della Serbia verso il cammino europeo. In un’Europa in crisi, colpita dalla Brexit e dall’inasprirsi delle relazioni con la Turchia, la condizione per l’ingresso della Serbia nell’Ue è quindi l’attuazione di profonde riforme, vedremo dunque se il paese balcanico sarà in grado di adempiere alle richieste europee.

Torna alla HomePage LineaDiretta24

Leggi altri articoli dello stesso autore

Twitter: @ElisabFerrini

Vuoi commentare l'articolo?

Elisabetta Ferrini