Incontro Kerry – Livni, negoziati per il Medio Oriente

 
I motivi di attrito che hanno portato ad uno stallo del processo di pace tra Israele e la Palestina risiedono nell’espansione degli insediamenti Ebraici in Cisgiordania e a Gerusalemme Est, la zona Araba della città.
Il premier Israeliano Netanyahu ha sancito un blocco temporaneo della colonizzazione edilizia, decisione importante dal punto di vista simbolico, ma decisamente insufficiente e valutata con scetticismo sul fronte Palestinese. Inoltre, nonostante le dichiarazioni del primo ministro Israeliano, nella giornata di giovedì l’amministrazione civile ha approvato la costruzione di trecento nuovi insediamenti.

Il confronto tra il Segretario Americano ed il Ministro Israeliano è stato improntato alla massima riservatezza, ma sul tavolo delle trattative sembra restare prioritaria l’opzione dei “due popoli, due Stati“. La stessa coordinatrice dei negoziati con I Palestinesi ha affermato come la pace tra Israele e la Palestina sia nell’interesse di entrambi le parti. Il Segretario Kerry ha confermato che si recherà nuovamente in Israele il 21 e 22 maggio, occasione durante la quale incontrerà sia Il premier Israeliano Netanyahu che il Presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese Abu Mazen.

John Kerry e Tzipi Livni si sono, inoltre, confrontati con il Ministro degli Esteri Emma Bonino, la quale ha dichiarato che il governo Italiano è soddisfatto nel constatare di essere diventato un crocevia diplomatico per un nuovo e importante circuito di dibattiti, lo scopo dei quali è quello di ridare slancio al processo di pace nell’interesse dell’intero Medio Oriente. Il Ministro si è detto colpito dal dinamismo dell’amministrazione Americana e ha confermato il pieno supporto dell’Italia; il Segretario di Stato Americano ha riconosciuto l’importanza della “voce” Italiana in Afghanistan, Libia e Siria.
Durante il colloquio con Tzipi Livni, Emma Bonino ha espresso l’auspicio che i negoziati riprendano e che si crei un’atmosfera di reciproca fiducia nella ricerca della soluzione dei due Stati.
La necessità di una ripresa del processo di pace è stata recentemente riaffermata anche dal Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki – moon, che ha richiamato i leader dei due Paesi ad “andare al di là delle parole“.

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Claudia Pellicano

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