Imu o scherzetto: Governo (e Italia) al bivio

Il punto focale della questione di mezza estate è l’IMU, tassa che, suo malgrado, ha creato una situazione che sta scatenando non pochi malumori all’interno della maggioranza.

Si sa, per il PDL è un punto imprescindibile l’eliminazione della tassazione su tutte le prime abitazioni: era stato detto più volte in campagna elettorale e ripetuto anche nella fase immediatamente successiva, quando Silvio Berlusconi presentò i famosi punti di Governo per lo “shock economico”. Sempre più cauto è invece parso il Partito Democratico, che avrebbe preferito rimodellare l’imposta cercando di eliminarla per i ceti meno abbienti. Punto su cui rimarcano a fondo Guglielmo Epifani e Stefano Fassina che invitano a non cedere ai «ricatti» del centro-destra. Sulla stessa lunghezza d’onda l’ex Premier Mario Monti, che nota come una abolizione totale potrebbe «seppellire tutti» e aprire scenari devastanti. Va giù duro Giuseppe Civati, candidato alla Segreteria del Nazareno, che parla di «stronzate elettorali di Berlusconi». È di qualche giorno fa, peraltro, il documento con le 9 proposte di Saccomanni per “superare” la tassa senza prevederne l’eliminazione tout court, che sarebbe «iniqua»; la cosa, però, non è andata giù al centro-destra. Falchi e colombe del Popolo della Libertà, per una volta paiono infatti uniti senza distinzione alcuna tra penne e piume: Daniela Santanchè definisce Saccomanni il «killer del Governo», Mariastella Gelmini spiega come l’attuale esecutivo sarebbe nato sull’impegno dell’abolizione dell’IMU, Mara Carfagna ammette le buone possibilità che si cada proprio sulla tassa.

Gli animi sono dunque decisamente caldi ed è per questo che Enrico Letta è tornato a farsi sentire. Dall’Azerbaigian ove si è recato per discutere con i vertici locali della cosiddetta TAP, ha invitato tutti a «riascoltare il discorso di presentazione alle Camere», confermando una «soluzione entro il 31 agosto» e minacciando un possibile autunno caldo: «se cade il Governo si paga l’IMU a settembre ed a dicembre». A seguire dunque ulteriore reazione del centro-destra che chiede, con la voce di Maurizio Gasparri, un mantenimento dei patti e «niente trucchi». L’aggressività però, sembra in parte frenata da Angelino Alfano, che conferma da un lato le «parole chiare» del Premier, e dall’altro invita alla continuità politica: «se andiamo avanti non si paga».
Nonostante la politica sia in ferie, non lo sono i bollenti spiriti della stagione, pronti a darsi battaglia senza sosta e senza tregua. Con una possibile crisi di Governo dagli esiti imprevedibili, alle porte. Chissà che non si sia parlato anche di questo tra i vertici PD e Napolitano, alcuni giorni fa.

di Mauro Agatone

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