“Il week-end dei papi”: doppia canonizzazione e doppia presenza papale

Preparativi doppi per la doppia canonizzazione di Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II, due papi ma, senza ombra di dubbio, anche due importanti figure storiche.
Che lo si voglia ammettere o no la Chiesa cattolica ha, e avrà ancora per molto tempo, un’influenza molte forte sugli stati cattolici e non. Pur essendo uno stato a sé stante, il Vaticano è fisicamente al centro della nostra penisola, così come continua ad essere al centro della politica in Europa.
In Italia il 63,8% della popolazione è cattolica ma, nella realtà, solo un quarto della popolazione mette in pratica il proprio credo religioso. Insomma, i più mettono realmente piede in Chiesa solo a Natale, Pasqua e qualche matrimonio.
Sabato 26 a partire dalle 21.00 è prevista la “notte bianca di preghiera“, nel corso della quale tutte le chiese del centro di Roma rimarranno aperte, con tanto di lettura di testi biblici e testi scritti dai due papi.
La canonizzazione avverrà a piazza San Pietro e, chi non potrà essere presente, potrà assistervi comodamente da casa grazie alla diretta su Sky a partire dalle 9.30 o in differita su Rai 1 e, addirittura, in 500 cinema distribuiti in 20 paesi.
Saranno ovviamente presenti i due papi in vita, il papa attualmente in carica, papa Francesco, e il papa emerito papa Ratzinger. {ads1} La canonizzazione di Giovanni XXIII è detta “pro gratia”, in quanto non è stato provato un secondo miracolo, ma papa Bergoglio ha approvato i voti favorevoli sia della sessione ordinaria dei cardinali che dei vescovi della Congregazione delle cause dei santi, data la sua fama e la sua opera, ancora considerati attuali. Il “papa buono“, sempre pronto ad ascoltare, ma non per questo meno efficiente. Proprio la riservatezza della Curia di papa Giovanni XXIII ha contribuito non poco a sventare la “crisi dei missili” di Cuba, avendo la fortuna di trovarsi di fronte ad un presidente USA cattolico, quale era John F. Kennedy, e presentandosi come una garanzia a Nikita Khruscev. Sono anni in cui lo scontro globale è già divenuto nucleare e, d’altronde, non vi è peccato più grande della distruzione dell’umanità. Un “papa-diplomatico”, che non a caso convoca un Concilio Universale Vaticano II. Rimane celebre la frase: «Capo della Chiesa è il Cristo, non il papa».

 

Personalità e vissuto differenti sono, invece quelli di Giovanni Paolo II. La sua elezione è risultata sin da subito un “fatto straordinario” in quanto “straniero” e piuttosto giovane: un polacco di 58 anni. Si trattava di una chiara svolta ideologia con il fine di mettere un freno alla “spinta modernistica” che aveva caratterizzato gli anni precedenti, nonché una sfida alla leadership di Mosca sotto Leonid Brezhnev. Sebbene anche lui molto amato, in passato è stato accusato di aver appoggiato dittature di destra, di eccessivo sostegno all’Opus Dei e di scarso impegno contro la pedofilia. Tuttavia, Mikail Gorbacev disse: «Senza papa Giovanni Paolo II, sarebbe stato impossibile il crollo della Cortina di Ferro». Lo stesso Ratzinger ha collaborato con questo per ben 24 anni: «Spesso avrebbe avuto motivi sufficienti per biasimarmi o per porre fine al mio incarico di prefetto. E tuttavia mi sostenne con una fedeltà e una bontà assolutamente incomprensibili».
Riguardo la canonizzazione, il vice presidente dell’Opera romana pellegrinaggi, Liberio Andreatta, ha commentato «Arriveranno sicuramente diverse centinaia di migliaia di fedeli per assistere alla canonizzazione di Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II. E poi, teniamo conto che in quel giorno ogni turista che si trova a Roma sarà anche un pellegrino. Sono sicuro che al di là dell’emozione del momento, questo evento spirituale lascerà poi un segno profondo e straordinario in ogni persona».
E se quando i giochi si fanno duri i duri iniziano a giocare, è previsto un aumento delle forze per assicurare l’ordine e la sicurezza: 2.430 unità di rinforzo delle forze dell’ordine, 800 unità di forze di polizia territoriali, 250 unità dei vigili del fuoco, 2.600 unità della Protezione civile.

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Maria Laura Serpico

Bionda, bassa e sognatrice. Se è vero che ogni riccio è un capriccio, con me la vita non è mai noiosa. Mi definisco una “persona frenetica”, alla continua ricerca di nuovi stimoli. Il mio colore preferito è il verde, perché la speranza è l’ultima a morire! Le cose che preferisco fare sono: parlare, parlare e… parlare! Ma non temete, in caso di necessità, sono pronta ad ascoltare: ogni incontro, ogni viaggio, ogni situazione imprevista può essere fonte di arricchimento personale. I miei studi mi hanno portato verso il mondo della scienza politica poiché credo che, benché i più non lo vogliano ammettere, niente e nessuno le è immune. Spettacolo e cultura mi affascinano da sempre, in quanto mix perfetto di storia e sensibilità personale. Perché scrivere? Per dare modo a tutti di “vedere” (quasi) tutto: una pretesa impossibile, ma d’altronde la vita è una sfida continua.

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