Il burkini, il bikini e i valori dell’Occidente

BurkiniNonostante il peso della canicola estiva, gli avventori della polemica internazionale non si sono fatti scappare, nemmeno questa volta, l’occasione di un avvincente torneo d’opinione. Spinti forse dalle prodezze atletiche delle Olimpiadi di Rio De Janeiro, opinionisti e social professionisti sparsi in tutto l’occidente hanno dato spettacolo in capitomboli ammirevoli e giravolte eccezionali sul tema più scottante del’estate: il burkini.

Ultima, solo in ordine cronologico, la controversa questione del burkini. Il burkini, ossia un’aberrazione linguistica che unisce burka e bikini a indicare il costume da mare delle donne musulmane molto simile al burka. Miccia accesa dal costume delle atlete egiziane del beach volley impegnate a Rio, il cui contrasto con le loro avversarie si è fatto notare più per la disparità estetica che per quella atletica.

Burkini

 

Povere loro, le egiziane, diceva la maggior parte delle vulgate. Tuttavia, il fuoco della questione si è subito spostato dal Brasile alle coste francesi, dove il sindaco di Cannes ha vietato l’uso del burkini nelle sue spiagge. La polemica è subito scoppiata in un boato assordante, fino a richiedere l’intervento del premier Valls il quale ha ribadito che il burkini è “espressione di un’ideologia basata sull’asservimento della donna” – noi invece più democraticamente ci contentiamo dell’asservimento dell’umanità -, quindi è “incompatibile con i valori della Francia e della Repubblica”.

Ora, lungi dal voler predicare – dal sottolineare come tra bombardamenti sugli ospedali, città rase al suolo, interventi in Libia e altre sottigliezze di questo tipo ci sarebbe molto da discutere – ci siamo chiesti quali possano essere questi valori occidentali sempre levati in alto quando c’è da contrapporli allo straniero.

Ai francesi si potrebbe chiedere se la Loi Travail, la chiusura di Ventimigliai continui bombardamenti in Medio Oriente e Nord Africa o il mantenimento prolungato dello stato d’emergenza siano in linea coi suddetti valori occidentali… Ma a noi piace lavare i panni sporchi in casa. Quindi ci teniamo a ribadire che no, il burkini non è compatibile con i nostri valori da spiaggia.

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Le cosce, primo tra tutti. Ma cosa avete contro le cosce? A cosa servirebbero allora l’autunno, l’inverno, e quel leggero scoprirsi di primavera se non per gustare il pallore di fianchi e natiche che si fa bronzeo in estate? Il bikini non è in linea solo con i valori dell’Occidente, è in armonia con le stagioni.

Il carnaio. Così si presentano gli italiani al mare visti da lontano, un inferno di corpi che si contorcono, si cuociono al sole, si spellano, si ungono, si lessano. Qui sono ammesse solo teglie di pasta al forno, creme da sole, lettini da spiaggia e sfregamenti. Ammiccamenti per peccatori e fedifraghi potenziali, occhiali da sole che si abbassano e sorrisi che si inarcano. Qui è Babele che si consuma in una distesa di corpi, tutti i Re sono nudi, vietato coprirsi.

2znmra1La panza. L’esibizione della panza estiva è un privilegio del quale non è lecito privarci. Sia essa maschile o femminile, la panza tonda, la panza bella che straborda dai costumi è occasione di circo per alcuni, ma soprattutto di sollievo per quelli poco sovrappeso, le cui maniglie dell’amore, al confronto di queste mastodontiche panze, si sciolgono nel ketchup che sentiamo di poter mettere sulle patatine a cuor leggero.

Il burkini non è infine compatibile con la nostra tabe principale: l’ipocrisia fondamentale che vuole la donna libera ed emancipata in Occidente. Quindi niente veli, vogliamo solo cosce e peli. Liberté, égalité, nudité.

Insomma, forse sarebbe meglio lasciarli da parte i valori dell’Occidente, se ancora ne abbiamo, e conquistare insieme alle donne la libertà e l’eguaglianza che ancora mancano loro, a cominciare da quella di essere quello che vogliono, con i vestiti che vogliono, nei limiti che esse stesse considerano, e non nei desideri del maschio di turno, o del prodotto di mercato che irrimediabilmente diventano.

 

@aurelio_lentini

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Aurelio Lentini

Laureato in Scienze Storiche presso L'università Statale degli Studi di Milano, oggi conduce una piccola libreria online, collabora con varie testate online, scrive, e tenta di venire a capo del mondo prima che il mondo venga a capo di lui.