I misteri dell’A321 schiantatosi nel Sinai

Ancora oggi, purtroppo, le cause dello schianto dell’aereo russo A321 schiantatosi nel Sinai, dopo una partenza da Sharm el Sheik, il 31 ottobre scorso, non sono del tutto chiare. Ovviamente non si esclude alcuna pista, terroristica o di terribile errore umano, ma la cosa che ha lasciato allarmati è che non era mai accaduto nella storia dell’aviazione, se non una volta soltanto alla compagnia Pan Am, un Boing 747 nel 1988, che un airbus si dividesse in due ancora in volo. I misteri relativi a questa vicenda sono moltissimi, a partire dal fatto, che nessuno in cabina di pilotaggio ha lanciato un qualsiasi allarme, dunque, un volo che procedeva con normalità per poi rompersi in due e schiantarsi sul suolo del deserto del Sinai.

 

Delle 224 persone a bordo, non ci sono sopravvissuti. Per ora si parlerebbe di una valigia bomba posizionata nella stiva dell’aereo, ipotesi avvalorata dai servizi britannici, ma non ancora dalle autorità russe. Una rivendicazione relativa al terribile incidente era arrivata nelle ore successive da fonti legate all’Isis, anche se successivamente è stata smentita la sua veridicità. Si è spaccato in volo l’Airbus A321-200 della compagnia russa Kogalymavia  attualmente Metrojet, precipitato sabato scorso nel Sinai uccidendo tutte le 224 persone a bordo. Su questo non hanno dubbi le autorità dell’aviazione civile russa, il che non esclude possa essersi trattato di un attentato, anche se l’ipotesi al momento viene considerata improbabile.

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La maggior parte degli esperti che, con grande prudenza in attesa dei risultati dell’esame delle due scatole nere, si sono espressi in queste ore, ipotizza un cedimento strutturale dell’airbus, seguito da una violenta depressurizzazione che avrebbe fatto precipitare improvvisamente l’aereo, che tra l’altro era in funzione da più di 15 anni. Le uniche voci discordanti sono quella di un esperto britannico citato dalla Bbc secondo cui potrebbe invece trattarsi di un’esplosione a bordo, e di un esperto russo, che cita due ipotesi: una bomba nella stiva o un corto circuito che ha provocato un incendio e spento i motori. Intanto una “fonte della commissione investigativa” citata dal portale egiziano Al-Masry Al-Youm sostiene che a causare la distruzione dell’aereo, avvenuta probabilmente in aria, secondo gli esperti russi, sia stata l’esplosione di un motore. Non è però ancora chiaro, spiega la stessa fonte, se questa esplosione sia da imputare a una bomba o a un guasto. Altri periti, citati questa volta da LifeNews, riferiscono che sui corpi dei passeggeri che erano seduti vicino alla coda sarebbero stati riscontrati “traumi esplosivi con ustioni multiple“. E molti dei passeggeri risultavano ancora legati con le cinture di sicurezza al proprio sedile, ciò confermerebbe che non era stato dato nessun allarme. Secondo quanto riferito dall’emittente televisiva Cnn citando come fonte un funzionario governativo, un satellite americano, dotato di telecamere a raggi infrarossi e in orbita sulla verticale della penisola egiziana del Sinai, ha “rilevato un lampo di calore” nell’esatto momento in cui l’Airbus A321 è precipitato, causando la morte dei 224 passeggeri a bordo.

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Dal momento che la ripresa satellitare schiaccia ogni prospettiva per effetto della rilevante altezza, non è ancora chiaro se il “lampo” abbia avuto luogo a mezz’aria, alimentando così l’ipotesi dell’esplosione di una bomba a bordo o di un problema a un motore che avrebbe preso fuoco, oppure sul terreno: ipotesi quest’ultima che alimenterebbe la teoria, fino ad ora però poco considerata, che l’airbus sia stato abbattuto da un missile lanciato da terra. «Il numero dei lampi è determinante», ha spiegato l’esperto di aviazione Miles O’Brien interpellato sempre dalla Cnn a commento della notizia: «se nella ripresa ne compare solo uno, è probabile l’ipotesi di un’esplosione a bordo». Un’esplosione avvenuta all’interno, come quella di una bomba, sembra essere la più probabile. Questa al momento l’opinione prevalente tra esperti di aviazione e sicurezza del volo, compresi quelli riuniti a Miami, nell’International Air Safety Summit, organizzato dalla Flight Safety Foundation. «C’è molta prudenza nell’esprimersi sulle cause del disastro dell’Airbus A321-200 perché un’esplosione in volo dovuta a problemi tecnici è un evento altamente improbabile», ha osservato da Miami il direttore centrale del coordinamento degli aeroporti dell’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile (Enac), Giuseppe Daniele Carrabba.

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I dubbi restano dunque moltissimi e gli esperti stanno cercando di determinarne le cause. Il quotidiano russo Kommersant nota che il disastro è simile alla strage di Lockerbie del 1988, dove in boing della compagnia Pan Am era esploso in volo per una bomba al plastico piazzata dagli 007 libici in una valigia caricata in stiva. «Non si può escludere nessuna ipotesi», ha spiegato il portavoce del presidente, Vladimir Putin, Dmitri Peskov. L’ipotesi dell’ultima ora, avvalorata dallo stesso presidente USA Barack Obama, e dalla CNN nonché dai servizi britannici è proprio quella di una bomba nella stiva, che ha dunque distrutto l’aereo e ancora una volta, se così fosse, si parlerebbe di attentato terroristico.

 

 

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chiara caproni

Sono laureata in filosofia. Da quando andavo alle elementari mi sono sempre sentita dire che ero polemica, e ora che ho 28 anni lo sono ancora di più e ne vado fiera. Amo profondamente la mia famiglia e sono sempre dell'idea che si vive per amare. Fantasiosa e razionale convivo con una personalità doppia, che mi fa essere la persona più comprensiva del mondo, ma anche la più stronza. Credo che la maggior dote dell'essere umano sia saper ascoltare! -I love animals, write, and eat red velvet cake-