Famiglia: ambiente sociale con una mamma e un papà

È bastata una frase di Papa Francesco pronunciata nel corso del Colloquio internazionale sulla complementarietà tra uomo e donna, promosso dalla Congregazione per la Dottrina della Fede, per alimentare nuovamente la discussione sul concetto di famiglia: Cosa si intende per “ambiente idoneo”? Sono davvero necessari un padre e una madre intesi con due persone di genere differente?
Insomma, se a Papa Francesco è percepito dalla massa come un papa “alternativo”, anche lui non transige su determinate prese di posizione della Chiesa, rimanendo coerente con i suoi principi.
Proprio la volontà nel sottolineare che si può parlare di nucleo familiare soltanto quando questo si basa sull’unione di due persone di sesso opposto continua a creare scompiglio.

Complementarietà. Secondo Bergoglio, la famiglia si basa proprio sulla complementarità dell’unione di un uomo e una donna, poiché questa è il primo ambiente con cui i bambini vengono a contatto nei primi anni delle loro vite e, quindi, dai cui componenti possono essere fortemente influenzati. Egli, inoltre, definisce tale complementarietà «Si può riferire a diverse situazioni in cui un elemento completa l’altro o supplisce a una sua carenza. Insomma, la famiglia può essere definita come un ambiente intriso di «valori e ideali» e, anche se questi non riconosciuti da un punto di vista legale o politico, ciò non vuol dire che non siano altrettanto importanti». Inoltre riflettere sulla complementarietà significa «meditare sulle armonie dinamiche che stanno al centro di tutta la Creazione. Questa è la parola chiave: armonia». Del resto, il concetto di fondo, è quello che Dio ci ha creati diversi per svolgere “ruoli” differenti.
Ma il papa, questa, volta ci va pesante e aggiunge che «Questa rivoluzione nei costumi e nella morale ha spesso sventolato la bandiera della libertà, ma in realtà ha portato devastazione spirituale e materiale a innumerevoli esseri umani, specialmente ai più vulnerabili». Così, la tendenza al non celebrare matrimoni è tra le cause della povertà diffusa e dei numerosi problemi sociali: le coppie moderne non sono in gradi di mantenere un «impegno pubblico»: i giovani sembrano vivere in “un’eterna provvisorietà“.

Famiglia come ambiente sociale. Quando si parla di famiglia, si parla di un «ambiente sociale» che va protetto: utilizzare il termine “famiglia progressista” è improprio in quanto di famiglia ne esiste un tipo solo ed è quello tradizionale: «Non si può parlare oggi di famiglia conservatrice o famiglia progressista: la famiglia è famiglia. Ma non lasciarsi qualificare così da questo o da altri concetti, di natura ideologica». In sostanza, la famiglia è un ambiente sociale che va protetto. I giovani devono essere “coraggiosi“, sfidare le tendenze e ricercare un amore duraturo, perché, oggi, è questo tipo di percorso ad apparire realmente “rivoluzionario”.

Papa negli USA. Mentre il dibattito continua distraendo cittadini del Vaticano e italiani da problemi più urgenti, il Papa ha già programmato un viaggio negli Stati Uniti, a Philadelphia, dal 22 al 27 settembre 2015, per l’ottavo Incontro mondiale delle famiglie. Questo viaggio significa molto per la Chiesa Cattolica in quanto verrano trattati e, dunque, in parte, messi in discussione temi caldi come l’omosessualità e il divorzio. Già quest’estate Papa Francesco aveva espresso l’intenzione di recarsi negli Usa, anche perché era stato invitato dal segretario delle Nazioni Unite Ban Ki-Moon, dal Congresso americano e da Obama in persona. Probabile anche una tappa a New York, ma il pontefice non ha ancora dichiarato niente al riguardo. Intanto, sempre nel corso del Colloquio ha affermato: «Voglio confermare, secondo la volontà del Signore, che a settembre 2015, andò a Philadelphia al meeting mondiale delle famiglie».

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Maria Laura Serpico

Bionda, bassa e sognatrice. Se è vero che ogni riccio è un capriccio, con me la vita non è mai noiosa. Mi definisco una “persona frenetica”, alla continua ricerca di nuovi stimoli. Il mio colore preferito è il verde, perché la speranza è l’ultima a morire! Le cose che preferisco fare sono: parlare, parlare e… parlare! Ma non temete, in caso di necessità, sono pronta ad ascoltare: ogni incontro, ogni viaggio, ogni situazione imprevista può essere fonte di arricchimento personale. I miei studi mi hanno portato verso il mondo della scienza politica poiché credo che, benché i più non lo vogliano ammettere, niente e nessuno le è immune. Spettacolo e cultura mi affascinano da sempre, in quanto mix perfetto di storia e sensibilità personale. Perché scrivere? Per dare modo a tutti di “vedere” (quasi) tutto: una pretesa impossibile, ma d’altronde la vita è una sfida continua.