Emergenza migranti: la Germania si rivolge all’Italia mentre l’Ungheria punta a risultati concreti

Italia, Francia e Germania premono per una risposta più decisa dell’Ue nei confronti dell’immigrazione: i ministri degli Esteri dei rispettivi Paesi, Paolo Gentiloni, Frank-Walter Steinmeier e Laurent Fabius, hanno inviato all’Alto Rappresentante Federica Mogherini un unico documento richiedendo che la tematica immigrazione venga inserita tra le tematiche discusse nelle giornate del 4 e 5 settembre a Lussemburgo durante la riunione dei ministri degli Esteri dell’UE e che invita a «proteggere in modo umano i rifugiati che hanno diritto di protezione, a prescindere dal Paese Ue in cui arrivano», attraverso «procedure, istituzioni e standard condivisi armonizzati in Europa».
Il ministro dell’Interno tedesco, Thomas De Maiziere, si è reso disponibile a modificare la Costituzione pur di poter affrontare al meglio tale emergenza, attraverso un pacchetto di modifiche che dovrebbero essere approvate entro ottobre.

Italia-Germania. «La Baviera registra un’ondata record di arrivi di profughi nelle ultime ore, che sta creando una situazione ingestibile: si lavora per cercare nuove strutture e far fronte nell’immediato alla crescita esponenziale del numero di migranti. Davanti a questa emergenza la ministra bavarese Emilia Müller ha contattato l’assessore altoatesina Martha Stocker per chiedere un sostegno logistico temporaneo nell’accoglienza di profughi», ci tiene a precisare la stessa Provincia.
La Germania si è rivolta alla provincia di Bolzano per ospitare momentaneamente migranti destinati a essere accolti nel proprio territorio. Secondo la polizia, in tale Paese, gli arrivi di migranti corrispondono a più di 100 ogni ora.
L’Italia ha risposto positivamente e le spese per quello che viene considerato un intervento umanitario straordinario saranno a carico dello Stato. È previsto l’arrivo di un numero tra i 300 e i 400 migranti che verranno collocati in palestre, dotate di impianti igienici già funzionanti.
Sono 63mila i migranti che risultano sbarcati in Italia nei primi sette mesi del 2015 ma che sembrano spariti nel nulla. Un fatto tutt’altro che poco rilevante in quanto il non aver raccolto i dati dei migranti significherebbe un mancato allineamento dell’Italia agli accordi europei.
In Francia, i centri di accoglienza consistono in aree vigilate in cui sono accolti coloro che arrivano alla fine del processo di identificazione. In Italia, invece, un’organizzazione del genere appare impossibile in quanto sarebbero necessari luoghi chiusi e, dunque, fondi.
Chiaro e sintetico il commento di Beppe Grillo sul proprio blog: «Merkel apri le porte o chiudi la bocca». Il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, invece, afferma: «Stiamo inseminando l’Europa del virus e del germe del razzismo e della xenofobia».

Casi mediatici. Ciò che emerge è un’incapacità generale nell’affrontare emergenze: la difficoltà nell’identificare i migranti resta alquanto elevata.
In Repubblica Ceca, precisamente a Breclav, i migranti sono stati marchiati tramite l’utilizzo di un pennarello, con un numero che identifica il treno d’arrivo e il vagone. Il presidente dell’Unione delle Comunità ebraiche italiane, Renzo Gattegna, ha affermato: «Decine di profughi sono stati letteralmente marchiati come fossero bestiame al macello, richiamando inevitabilmente il periodo più oscuro della storia contemporanea». Tuttavia il portavoce della polizia ceca ha assicurato che questa non scriverà più i numeri sulle braccia dei migranti.
L’immagine che ha suscitato più scalpore è quella che ritrae il corpo senza vita di un bambino di circa due anni annegato e diffusa dall’Independent sulla spiaggia turca di Bodrum: anche lui tentava di raggiungere l’isola di Kos a bordo di una barca. Sono morti anche il fratello di 5 anni e la madre, mentre il padre è sopravvissuto. Il premier italiano, Matteo Renzi, ha commentato: «Le immagini che vediamo stringono il cuore e strapazzano l’anima. Lo dico da padre prima ancora che da primo Ministro», precisando che “Bisogna recuperare un ideale europeo che non è dell’accogliere tutti indiscriminatamente, perché non è possibile, ma del tentare di salvare tutti, e questo è un dovere».

L’Ungheria passa all’azione. Il Primo ministro ungherese Viktor Orban propone di inasprire le pene per l’attraversamento illegale delle frontiere e di coinvolgere l’esercito nella difesa della frontiera, poiché il muro ungherese non sembra in grado, almeno da solo, di raggiungere gli effetti sperati.
Secondo Orban: «Detto tra noi il problema non è europeo, è un problema tedesco. Tutti vogliono andare in Germania. Nessuno vuole restare in Ungheria, Slovacchia o Estonia. Vogliono andare tutti in Germania».
In Austria, la notte tra lunedì e martedì, è stato fermato un furgone che trasportava 24 migranti afgani, mentre la scorsa settimana 71 migranti sono morti per asfissia dentro un tir.
La Corte di giustizia dell’Ue ha bocciato la possibilità di chiedere un contributo tra 80 e 200 euro a coloro che richiedono il rilascio o il rinnovo di un permesso di soggiorno, in quanto sarebbe «sproporzionato rispetto alla finalità dalla normativa Ue, e può creare ostacoli
all’esercizio dei diritti».

Matteo Renzi e Angela Merkel
Twitter: @MariaLauraSerpi

Vuoi commentare l'articolo?

Maria Laura Serpico

Bionda, bassa e sognatrice. Se è vero che ogni riccio è un capriccio, con me la vita non è mai noiosa. Mi definisco una “persona frenetica”, alla continua ricerca di nuovi stimoli. Il mio colore preferito è il verde, perché la speranza è l’ultima a morire! Le cose che preferisco fare sono: parlare, parlare e… parlare! Ma non temete, in caso di necessità, sono pronta ad ascoltare: ogni incontro, ogni viaggio, ogni situazione imprevista può essere fonte di arricchimento personale. I miei studi mi hanno portato verso il mondo della scienza politica poiché credo che, benché i più non lo vogliano ammettere, niente e nessuno le è immune. Spettacolo e cultura mi affascinano da sempre, in quanto mix perfetto di storia e sensibilità personale. Perché scrivere? Per dare modo a tutti di “vedere” (quasi) tutto: una pretesa impossibile, ma d’altronde la vita è una sfida continua.