El chapo, l’ultimo dei narcos

Questa volta il mondo dei narcotrafficanti ha avuto vita breve, e come un vero e proprio film di Hollywood è finita dopo 7 mesi la latitanza di El Chapo, conosciuto oggi come l’erede del re dei narcos Pablo Escobar. La sua vita somiglia alla trama di un film di tutto rispetto, tanto che lo stesso attore e regista Sean Penn avrebbe tenuto con Joaquín Guzmán Loera, vero nome del capo dei narcos messicani, una corrispondenza telefonica per accordare dei dettagli circa una produzione cinematografica dedicata alla sua vita e, infatti, Penn oggi si trova indagato.

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El Chapo è conosciuto come il capo del cartello della droga di Sinaloa, un vero e proprio erede, assolutamente degno di ricalcare le orme del suo predecessore, il famoso Pablito Escobar. La sua ascesa comincia nei primi anni ’90. Nel 1993 riesce ad evitare un agguato tesogli dal cartello rivale, sempre inerente il traffico di cocaina nell’America Latina e soprattutto in Colombia, il cartello di Tijuana. Sempre nello stesso anno, ancora nella città messicana di Tijuana che si trova al confine, viene scoperto un corridoio sotterraneo che attraversa il confine tra Messico e Stati Uniti, lungo circa 440 metri, che il narcotrafficante faceva utilizzare ai suoi uomini per il traffico di cocaina, senza ovviamente incorrere in perquisizioni o controlli doganali. I telegiornali negli ultimi giorni sono stati caratterizzati dalle immagini della sua cattura e, se la sua storia ricorda uno dei migliori film sulla vita dei narcos, vedendo la sua immagine, invece, si rimane alquanto delusi: un uomo basso, di corporatura abbastanza grossa e con il viso come i tipici signorotti messicani, nonché l’immancabile baffo.

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Nel febbraio del 2014 venne arrestato presso un hotel a Mazlàtan, sulle coste messicane, ma nel luglio del 2015 riesce ad evadere dal carcere. Il presidente messicano l’8 gennaio scorso con un messaggio via Twitter conferma la cattura del narcotrafficante, avvenuta a Los Mochis. El Chapo è conosciuto come il vero e proprio signore della droga, il suo cartello infatti è uno dei maggiori cartelli che regola il traffico internazionale di cocaina. Ma El Chapo sembrerebbe non nuovo alle evasioni dal carcere poiché, ancora una volta, nel 1993, corrompendo una guardia carceraria sarebbe fuggito dal carcere di Guadalajara.

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L’ultima fuga è quella che lo ha fatto catturare di nuovo e forse per l’ultima volta, a Los Mechis, nell’abitazione dove si nascondeva “il piccoletto” (in messicano “el chapo” appunto), il capo dei narcotrafficanti ha tentato di fuggire attraverso un tunnel verso le fognature e subito fuori ha recuperato una macchina per fuggire, ma la Marina Messicana, che si occupa di operazioni antidroga, è riuscita questa volta a catturarlo. A breve “il piccoletto” dovrà essere estradiato negli U.S.A. Intanto anche il regista Sean Penn è indagato e addirittura sembrerebbe che il covo in cui si nascondeva El Chapo sia stato scoperto grazie anche a delle intercettazioni sulle telefonate avvenute tra il regista ed il narcotrafficante, che probabilmente, proprio a causa del suo ego, che lo avrebbe fatto catturare, era deciso a fare un film sulla propria vita.

 

 

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chiara caproni

Sono laureata in filosofia. Da quando andavo alle elementari mi sono sempre sentita dire che ero polemica, e ora che ho 28 anni lo sono ancora di più e ne vado fiera. Amo profondamente la mia famiglia e sono sempre dell'idea che si vive per amare. Fantasiosa e razionale convivo con una personalità doppia, che mi fa essere la persona più comprensiva del mondo, ma anche la più stronza. Credo che la maggior dote dell'essere umano sia saper ascoltare! -I love animals, write, and eat red velvet cake-