Dall’ostruzionismo alla rottura: Forza Italia passa all’opposizione

Il Senato è in fibrillazione. Senatori e giornalisti raccontano su Twitter in tempo reale di un luogo del caos e della contesa. Una guerra apparente ne nasconde un’altra, e neanche troppo bene. La questione esplicita riguarda la Legge di Stabilità, approvata in Commissione Bilancio al Senato ma priva del mandato al relatore, il che vuol dire che teoricamente cadono tutte le modifiche apportate alla stessa. Per recuperarle, il Governo ha presentato un maxi-emendamento, su cui ha posto la fiducia. Il maxi-emendamento in questione in sostanza recepisce il lavoro della commissione e prevede un fondo povertà finanziato con il prelievo sulle pensioni d’oro e, sul fronte riscossione, la possibilità di pagare le cartelle Equitalia senza interessi. Il governo mette sul piatto altri 200 milioni di euro per la deducibilità ai fini Ires dei capannoni industriali, da aggiungere ai 500 milioni di detrazioni per la prima casa, per un totale di 700 milioni. Diverse e non pienamente soddisfatte le reazioni e i senatori sono chiamati a esprimersi in serata con il voto di fiducia. Felice come non mai Forza Italia, che si aggrappa a quest’imprevisto sperando di poterlo sfruttare per i propri comodi.

Comincia infatti l’ostruzionismo in aula da parte di Forza Italia e Lega nord, che tentano in tutti i modi di perder tempo in modo da far slittare la fiducia e poi dunque anche il voto, in agenda del Senato il 27 novembre alle ore 19:00, sulla decadenza da senatore di Silvio Berlusconi. Si ripete una trama nota: l’interesse di uno è messo davanti alla necessità di lavorare per il paese. Ma non finisce qui. Per agitare le acque ancora di più e preparare alla manifestazione in difesa di Berlusconi, pronta a invadere via del Plebiscito a Roma, Forza Italia compie il gesto estremo: rompe l’alleanza di governo ed esce dalla maggioranza, dichiarando il proprio voto di sfiducia. Il primo a renderlo noto è il capogruppo di FI al Senato, Paolo Romani, nel corso di una conferenza stampa: «Non ci sono più le condizioni per proseguire nella collaborazione con questo governo. Il maxi-emendamento alla Legge di Stabilità è assolutamente irricevibile». E ha continuato il capogruppo forzista alla Camera, Renato Brunetta: «Questa legge di stabilità è sbagliata, costruita male e discussa peggio, anche in ragione della mancanza di confronto che il governo ha dimostrato nei confronti della parte più rilevante della sua maggioranza insieme con il Partito Democratico. Per quanto riguarda le larghe intese sono finite».

Che si tratti di una scusa si permette ormai di dirlo anche l’ex delfino Alfano, ormai forte del suo Nuovo Centrodestra che gli consente il lusso di prendere una posizione diversa: «Avevamo detto e ripetiamo che è sbagliato sabotare il governo e portare il Paese al voto, per di più con questa legge elettorale, a seguito della decadenza del presidente Berlusconi. La Legge di Stabilità, che comunque non aumenta le tasse ed è ancora migliorabile alla Camera, però, è diventata una scusa, un pretesto che non regge di fronte alla difficoltà di un Paese che ha bisogno di buon governo e non del buio di una crisi senza sbocco e senza prospettive. Noi, dunque, continueremo a lavorare per l’Italia». Il voto di fiducia è slittato di un paio d’ore e proseguito in nottata. La rottura del patto di maggioranza non è servita tuttavia a far decidere di posticipare il voto sulla decadenza e Berlusconi, che le ha provate tutte, dovrà probabilmente arrendersi e fare le valigie.

di Francesca De Leonardis

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Francesca De Leonardis

Nata a Pescara il 6 Agosto 1986, sono cresciuta a libri e Nutella. Prima di approdare su LineaDiretta24 ho lavorato come reporter per la web tv Uniroma Tv e mi sono innamorata del microfono tanto quanto della penna. Lettrice ossessivo-compulsiva, ho sempre un libro in borsa. Sogno di svegliarmi Katy Perry o analista politica, nel frattempo faccio la giornalista. Non fiori ma mazzi di scarpe.

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