Crisi in Germania, Merkel al capolinea?

Una grave crisi in Germania ha gettato il paese e il governo di Angela Merkel in un vicolo cieco a soli due mesi dalle elezioni. La cancelliera sta attraversando la fase più difficile della sua carriera dopo il fallimento dei negoziati per formare una coalizione di governo. I colloqui si sono interrotti dopo la ritirata dei liberali dell’FPD, con i quali il partito della Merkel e i Verdi stavano cercando un’intesa. Sul futuro politico della Germania circolano ora varie ipotesi, tutte ben poco rosee per l’Europa e per Angela Merkel. Quest’ultima si è detta ottimista circa la possibilità di formare un governo di maggioranza nonostante i tentativi finora andati a vuoto. L’alternativa, un governo di minoranza, è stata fermamente respinta da Merkel, che piuttosto preferirebbe nuove elezioni a gennaio. Il fallimento dei negoziati riflette la riluttanza del CDU – il partito guidato dalla Merkel – a scendere a compromessi su temi chiave. Ma indire nuove elezioni non è un processo rapido in Germania. La Costituzione tedesca infatti, redatta durante gli anni ’20 e ’30 in un clima di profonda instabilità politica, prevede parecchi ostacoli che rendono il percorso lungo e difficile.

La reazione più diffusa alla notizia della crisi in Germania è stata di gridare ad un più diffuso declino della democrazia in Europa. Ma è davvero così? La Brexit e il referendum in Catalogna hanno messo in seria difficoltà il Vecchio Continente e una crisi politica in Germania, da sempre un faro di stabilità economica e politica in Europa, è l’ultima cosa che ci si augurava accadesse. Non tutti concordano però sulla visione catastrofica della crisi tedesca: secondo alcuni, i problemi che la Germania sta affrontando significano semplicemente che il Paese si sta “normalizzando” dopo aver avuto soltanto 4 cancellieri in 35 anni. Per il rettore della Hertie School of Governance di Berlino, sarebbe semplicemente il segno che lo stile di governo pragmatico della Merkel ha raggiunto il capolinea in un’era in cui c’è bisogno di tutt’altro tipo di linee politiche. Quali sono dunque i possibili scenari? Nuove elezioni non potrebbero tenersi prima di gennaio 2018 ed è comunque probabile che le urne non sbloccherebbero la situazione, stando ai sondaggi.

Un governo di minoranza che cerchi il consenso delle opposizioni su ogni singolo provvedimento appare ugualmente improbabile: la Merkel si è detta scettica a riguardo, spiegando che la Germania ha bisogno di stabilità. La soluzione più pragmatica sembrerebbe essere un’intesa con l’SPD, il partito con cui Merkel ha governato negli ultimi anni ma che, dopo le elezioni, ha scelto di stare all’opposizione. Al momento l’SPD ha confermato di non voler entrare nella coalizione, ma potrebbe cambiare idea se l’unica alternativa fossero le elezioni anticipate. Inoltre, tornare alle urne potrebbe favorire i populisti di destra dell’AfD, che durante le scorse consultazioni sono stati il terzo partito più votato. Il leader di Afd Alexander Gauland ha colto la palla al balzo dichiarando che «È tempo che Angela Merkel se ne vada». Le dimissioni della cancelliera rappresentano l’ultimo scenario possibile: la Merkel potrebbe lasciare spazio ad un altro membro del suo partito per recuperare i voti persi durante le scorse elezioni o semplicemente per riprendere le trattative con l’opposizione. Per il momento, però, Angela Merkel ha escluso ogni possibilità di lasciare la guida del paese.

 

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Viola D'Elia

Nata 27 anni fa, ha vissuto a Roma, Istanbul e in India. Sempre pronta a fare le valigie, sogna di vedere ogni angolo di mondo. Oltre a coltivare ambizioni alla Jules Verne, i suoi interessi includono accumulare libri, la musica e il cinema. E’ capace di commuoversi ogni volta che rivede Hugo Cabret; ama scrivere e fare domande, ma non riceverne. Specialmente di lunedì mattina. Crede fermamente nella filosofia di Big Fish: «Tenuto in un piccolo vaso il pesce rosso rimarrà piccolo, in uno spazio maggiore esso raddoppia, triplica o quadruplica la sua grandezza».