Clamoroso Brexit: la Gran Bretagna esce dalla UE

BrexitUn voto che segnerà la storia. La Gran Bretagna è  fuori dall’Europa. I leavers hanno vinto, i remainers sono sconfitti: il Brexit (l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea) ha trionfato con il 57% dei voti a favore dell’abbandono dell’Europa.

Oggi, il giorno dopo Brexit, il mondo si prepara ad affrontare le conseguenze di un salto nel vuoto dalle possibilità catastrofiche. Il Premier Cameron, in una situazione d’emergenza finora mai affrontata, ha preso la decisione scioccante di chiudere la borsa della City per tre giorni onde evitare un plausibile tonfo dalle proporzioni sconosciute.

Già dalla notte di ieri il leader dell’Ukip, Nigel Farage, si è dichiarato immensamente soddisfatto e tronfio della vittoria si è candidato a divenire il leader di un fronte euroscettico/nazionalista internazionale. Viene da chiedersi a che pro, visto che la sua Gran Bretagna è uscita dall’Europa.

BrexitLa chiusura della borsa di Londra non ha però impedito che la paura dilagasse. In un’atmosfera sospesa tra il tragico e il burlesco, tra chi festeggia e chi ha più paura che sotto le bombe dei tedeschi, la BCE ha subito emesso un comunicato allarmante, rivelato in conferenza stampa del presidente Mario Draghi, in cui si annuncia la sospensione e la rivalutazione immediata di tutti gli accordi commerciali tra Gran Bretagna e Unione Europea.

La reazione del governo inglese è stata pronta e durissima; ma a meno di 24 ore dal voto, a Downing Street non si sa più a chi rispondere prima.

BrexitIl Presidente della Commissione Europea Juncker ha stigmatizzato duramente il voto inglese, augurandosi una marcia indietro clamorosa pur di scongiurare un effetto domino devastante per l’Europa. Alexis Tsipras ha infatti dichiarato, in una conferenza congiunta con i leader di Podemos e Isquierda Unida in Spagna, la sinistra portoghese e certi indipendentisti comunisti delle Fiandre, che si sta lavorando a un Fronte Mediterraneo dei Popoli alternativo all’attuale assetto germanocentrico dell’Europa.
Presa quindi da sud, ma soprattutto da EST, dove i nazi-euroscettici ucraini e ungheresi hanno già cominciato a mettere degli avamposti armati alle frontiere, Angela Merkel si è detta seriamente preoccupata e ha convocato d’urgenza una seduta straordinaria del Consiglio d’Europa.

Panico inoltre tra i cittadini europei attualmente in Inghilterra per lavoro, senza lavoro regolare o in cerca di lavoro. Mentre su Twitter spopola l’hastag #mochetorniamoafareinitalia?, a Londra il consorzio dei pubblici esercenti (Starbucks in testa) è già sul piede di guerra: con il Brexit è emergenza camerieri.

Il rischio più palese, quello di restare isolati (d’altronde di isola si tratta), adesso assume fattezze tetre e drammaticamente concrete. Non c’è voluto molto infatti perché, in seguito alle richieste disperate della Francia presa tra il pericolo terrorista e gli scontri tra hooligans – in particolare russi e britannici –, la FIFA decidesse di squalificare la nazionale inglese dagli Europei.

Ovviamente, le nostre sono solo ipotesi, (semi)serie. Siamo proprio sicuri, però, che la realtà ci riserverà uno scenario diverso se tra 7 giorni dovesse vincere il sì?

*** Il presente articolo è stato redatto prima dell’uccisione della deputata laburista Jo Cox, per la quale desideriamo esprimere tutto il nostro rispetto e cordoglio ***

@aurelio_lentini

 

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Aurelio Lentini

Laureato in Scienze Storiche presso L'università Statale degli Studi di Milano, oggi conduce una piccola libreria online, collabora con varie testate online, scrive, e tenta di venire a capo del mondo prima che il mondo venga a capo di lui.