Cile: i primi 100 giorni di Michelle Bachelet e Camila Vallejo

In questi tre mesi la presidentessa Bachelet ha raggiunto importanti traguardi e dei molti provvedimenti annunciati per il suo primo trimestre ne ha realizzati il 92%. Da più parti la corsa è sembrata frenetica, e non sono mancati i dissapori all’interno della stessa maggioranza, ma oggi, dopo che il governo non procede più alla velocità della luce, è possibile intravedere una certa calma assolutamente necessaria per le grandi riforme che ancora mancano all’appello: educazione, costituzione, diritti dei nativi. {ads1}

Il provvedimento principale finora è stata la riforma tributaria che, in tutti i suoi limiti, segna un passo fondamentale per la costruzione di un futuro più a misura d’uomo in Cile. La riforma, approvata dalla camera dei deputati nel mese di marzo, prevede un aumento delle tasse per le aziende e una diminuzione di quelle a carico dei cittadini, ed è stata approvata nonostante il voto contrario dell’intera opposizione. Alcune cose si sarebbero potute fare meglio, come sostengono alcuni esperti vicini al governo, ma, posto che la legge deve ancora passare per il senato, non dovrebbe mancare il tempo per perfezionarla, poiché, come ha dichiarato la stessa Bachelet a El Pais, “la riforma tributaria serve a ottenere le risorse necessarie per la riforma dell’istruzione, ma anche per poterci occupare dei problemi sanitari, per aumentare le pensioni più basse e per migliorare la situazione abitativa”.

Meno audience, visto anche lo stato embrionale dell’iniziativa, ha avuto il confronto con gli indigeni mapuche, che invece può rappresentare il vero banco di prova etico del nuovo governo. Il fine è quello di riconoscere ai nativi alcuni diritti fondamentali come educazione, salute, sviluppo e soprattutto terre: quelle ancestrali per il cui recupero gli indigeni lottano da molto tempo. Proprio nelle terre mapuche, confiscate e devastate dalle imprese forestali, si sono recati i rappresentanti della Nueva Mayoria per intavolare una discussione con le comunità, ascoltare le loro proposte e gettare le basi per l’azione legislativa.

Nel frattempo il fronte per una nuova Assemblea Costituente, Camila in testa, continua a ingrossarsi. Il 30 giugno, in occasione del 106° anniversario del compleanno di Salvador Allende, si sono moltiplicate le iniziative a sostegno del processo costituente. In questo contesto, da alcuni avvocati costituzionalisti è stata elaborata una proposta tecnica di legge rilanciata dal movimento di Iniciativa Ciudadana por una Asamblea Constituyente “MarcaAC”. Sulla base di questa proposta tutti i cittadini si potranno confrontare nel corso dell’estate durante le numerose iniziative previste per i mesi di luglio e agosto, e per settembre è prevista la sua definitiva approvazione. In questo modo il fronte costituzionalista avrà a disposizione uno strumento elaborato dal basso e approvato dai cittadini sul quale fare leva per reclamare una nuova Assemblea Costituente.
Occhi aperti dunque, perché in Cile non scherzano per niente.

@aurelio_lentini

APPROFONDIMENTI:
Segui Camila su Facebook o su twitter
Proposta provvisoria per una nuova assemblea costituente.
Approfondimento de Il Manifesto sui Mapuche

Vuoi commentare l'articolo?

Aurelio Lentini

Laureato in Scienze Storiche presso L'università Statale degli Studi di Milano, oggi conduce una piccola libreria online, collabora con varie testate online, scrive, e tenta di venire a capo del mondo prima che il mondo venga a capo di lui.

0 Commentsprova

No comments!

There are no comments yet, but you can be first to comment this article.

Leave reply

Only registered users can comment.

-->