Caro Califfo, ti scrivo

Caro Califfo, oggi un portavoce dello Stato di cui ti autoproclami sovrano ha dichiarato che intendete conquistare Roma. Per carità, nessun problema: noi italiani siamo molto ospitali e Roma, nello specifico, è una città piena del calore tipico dei tanti meridionali che la popolano. Solo, occhio: a noi non piacciono le prese in giro. Tanto per cominciare, questo tuo portavoce chi è? L’addetto stampa? È uno stagista? Che contratto ha? Ha la partita iva? Occhio, che qua il fisco ti fa il culo se fai il fesso.

E poi perdonami, ma ti pare questo il modo di presentarti? Cioè non parlo della tenuta, della barba o del Rolex che portavi un po’ di tempo fa. Piuttosto, forse non lo sai, ma se vai a dire in giro che sei “il Califfo”, qui a Roma rischi solo di farti ridere in faccia. Qua di Califfo ce n’era solo uno, cantava “Tutto il resto è noia” e, purtroppo, è un po’ che ci ha lasciati. Quindi renditi più credibile: usa un nome d’arte, un soprannome o il nome tuo (magari, questo, cerca di sillabarlo bene ché qua siamo un po’ duri d’orecchi e non abbiamo familiarità con i nomi stranieri).
Poi, dici che vuoi venire a Roma. E conquistarla. Va bene, ci sta pure. Però, qualche mese fa qualcun altro dei tuoi diceva che volevi conquistare San Pietro. E allora occorre un chiarimento: San Pietro sta nello Stato del Vaticano che è uno Stato a parte: non è Roma e ancor meno l’Italia. Quindi specifica: vuoi il Vaticano, Roma o tutto il cucuzzaro? No perché almeno ci si regola (oh, senti che ti dico: al Vaticano le medicine e le poste costano meno e là vicino si mangia da Dio… il nostro o quello che vuoi te).

Certo, se posso darti un consiglio: buttati sul Vaticano, lascia stare Roma.
Ti spiego, qua già è un macello per arrivare. Se vieni per mare è capace che ti buttino a Lampedusa (per carità: le spiagge sono stupende, ma è lontanuccio dalla tua meta). Se vieni con la macchina ti imputtani sulla Salerno-Reggio Calabria e ti passa tutta la voglia. Se decidi di arrivare con il treno devi preparare la mancia per quello che ti porta la valigia, la mancia per quello alle macchinette dei biglietti a Termini, la mancia per il tassista e via discorrendo. Se arrivi in aeroporto ti tocca aspettare una/due ore le valigie, nella fortunata ipotesi che queste non siano state perse. Poi di là raggiungere la città è un casino: qua cammelli non ce ne sono e gli autobus che ti portano in centro non volano. Metti pure che arrivi in città, che ce l’hai fatta: come arrivi in centro? Hai idea di che roba sia il 409 direzione Arco di Travertino? O il cambio a Termini? E, ancora, metti che arrivi in un giorno di pioggia: sai che succede? Hai per caso presente il Grande Raccordo Anulare? No? Ecco, scoprilo con qualche video su Youtube, tanto ho visto che con la tecnologia siete forti.
Fidati, fatti portare in Vaticano: se ti dice culo ti danno una macchina loro e te la trovi pure piena di coca, mica male?

E poi, ancora: ma siete ironici quando parlate di rubare tutte le mogli? Cioè: è una minaccia? Lo sai che ci sono molti mariti pronte a regalarvele, qui (e viceversa, peraltro)? Non è credibile, fate di meglio.
Infine, una volta qui che pensate di fare? Cioè, voi siete contro l’alcool, ma se per caso vi portano a San Lorenzo o Trastevere in un qualche bar che andate a ordinare, un cappuccino? E se vi va di fare un giro in zona Colosseo come fate con tutti quei gay che ritenete sacrilegio contro i vostri sacri dettami?
Insomma, per voi vale veramente la pena tutto ciò? Qui si vive male, si cambia un Governo l’anno e se avete voglia di fare un colpo di stato non ce la fareste: riuscireste a prendere tutte le TV e le radio, ma a Radio Maria gli farete un baffo. E ci sarà sempre il blog di Grillo a rompervi i coglioni se non rispettate le promesse.
Caro Califfo, senti a me: chi te la fa fare?

@MauroAgatone

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Mauro Agatone

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