Bruxelles allarma il Bel Paese: l’Italia non demorde e punta alla risalita

Secondo la Commissione, infatti, l’Italia non riuscirà a rispettare l’obiettivo di riduzione del debito entro l’anno prossimo. Che il debito italiano sia troppo alto non era certo un segreto per nessuno. Il problema fondamentale è che, di questo passo, l’Italia non potrà usufruire della “clausola degli investimenti” del Patto di stabilità, non rispettandone le condizioni necessarie. Tale clausola prevede che i Paesi con il Pil inferiore al 3% possano ovviare temporaneamente all’obbligo di ridurlo ulteriormente, purché esso rimanga sempre inferiore a tale percentuale, con il fine di realizzare investimenti favorevoli alla crescita. Secondo le previsioni, il debito pubblico dovrebbe arrivare ad una soglia del 134% del Pil l’anno prossimo, per poi finalmente riscendere. La scarsa crescita del Pil del nostro Paese è una delle preoccupazioni principali dello staff europeo, poiché esso risulta in crescita solo dello 0,7% nell’ultimo anno rispetto all’1,1% previsto.

È da sottolineare che, effettivamente, la Commissione non ha bocciato la Legge di Stabilità, nel senso che, così come stabilito dalle regole del “Two pack”, la Commissione può chiedere una revisione della Legge solo se questa presenta gravi mancanze in riferimento agli impegni presi e, certamente, non è questo il caso. Si tratta, quindi, solo di un invito a “prendere le misure necessarie”. L’impegno dell’Italia è quello di ridurre il debito con un aggiustamento strutturale del Pil di almeno lo 0,5% entro il prossimo anno.
«Ci batteremo per un’Europa che non sia l’Europa del troppo rigore che impedisce la ripresa, siamo convinti che la strada che abbiamo intrapreso è quella giusta ed i risultati ci saranno»: queste le affermazione di Letta, parole di chi sembra consapevole e determinato nelle proprie scelte.
Il Ministro dell’Economia e delle Finanze, Fabrizio Saccomanni, spiega: «Le misure che la Commissione richiede sul debito sono in fase di definizione ed avranno effetto sul corso dell’anno. Con le linee che abbiamo già programmato raggiungeremo di ridurre il deficit 2014 a 2,5%».
Dall’altra parte, il commissario Olli Rhen ha affermato che a Bruxelles c’è molta fiducia sugli impegni presi dal Governo italiano e, in particolare, sulla “spending review” di Carlo Cottarelli.

Sel ci si volesse affidare al detto “mal comune mezzo gaudio”, sappiamo che l’Italia non è l’unico Paese dell’Ue ad aver ricevuto qualche “incoraggiamento” dalla Commissione. Se è vero che nessuno dei Paesi europei è stato pienamente bocciato, è anche vero che solo Estonia e Germania sono stati gli unici ad supplire pienamente ai parametri richiesti. Ecco, allora, che alla situazione italiana, possono essere accostate le vicende di Spagna, Malta, Finlandia e Lussemburgo.
In questa situazione, c’è solo da sperare che le critiche provenienti da Bruxelles spronino il Governo Letta a dare il tutto per tutto e non, piuttosto, a demoralizzare i cittadini italiani, datosi il clima già teso, in cui ogni piccola conquista rappresenta una vittoria verso il “miracolo italiano”, in cui possiamo e dobbiamo credere. Nel frattempo un tweet da Palazzo Chigi precisa: «Legge di Stabilità: da Commissione Ue nessuna bocciatura. Sui rischi segnalati già misure per disavanzo e debito», con tanto di link di rimando al comunicato già diffuso dal Tesoro.

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Maria Laura Serpico

Bionda, bassa e sognatrice. Se è vero che ogni riccio è un capriccio, con me la vita non è mai noiosa. Mi definisco una “persona frenetica”, alla continua ricerca di nuovi stimoli. Il mio colore preferito è il verde, perché la speranza è l’ultima a morire! Le cose che preferisco fare sono: parlare, parlare e… parlare! Ma non temete, in caso di necessità, sono pronta ad ascoltare: ogni incontro, ogni viaggio, ogni situazione imprevista può essere fonte di arricchimento personale. I miei studi mi hanno portato verso il mondo della scienza politica poiché credo che, benché i più non lo vogliano ammettere, niente e nessuno le è immune. Spettacolo e cultura mi affascinano da sempre, in quanto mix perfetto di storia e sensibilità personale. Perché scrivere? Per dare modo a tutti di “vedere” (quasi) tutto: una pretesa impossibile, ma d’altronde la vita è una sfida continua.

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