Bill De Blasio, un Italo-Americano alla guida di New York

Gli ultimi due decenni hanno visto avvicendarsi alla guida della Grande Mela candidati vicini al mondo della finanza e dell’imprenditoria come Rudolph Giuliani e Michael Bloomberg, molto lontani dal modello che il “gigante” di Brooklyn si propone di attuare. De Blasio si descrive come un “progressista Democratico”, promette di lavorare per colmare il divario tra ricchi e poveri e –  è questa la nota distintiva del suo manifesto – intende alzare le tasse nei confronti di quella fascia di cittadinanza che guadagna oltre $500,000 al fine di finanziare i programmi scolastici. È un personaggio che promette di dividere molto l’opinione pubblica, e che non necessariamente troverà consensi negli ambienti democratici della città sede di Wall Street, fulcro liberale per eccellenza, ma dove gli interessi economici rimangono ancora e sempre fortissimi. Dove un sindaco risolto ad aumentare la tassazione per i ricchie il salario minimo per i lavoratori, si troverà a combattere delle battaglie che si preannunciano già molto difficili. Per tacere della pesante eredità che riceve dall’establishment precedente, colpevole, secondo i propri detrattori, di avere messo in atto un‘amministrazione “Manhattancentrica”, lasciando gli altri distretti di New York in secondo piano, ma indiscutibilmente meritevole di aver garantito maggior sicurezza ai cittadini e di aver contribuito ad una rinascita culturale ed urbanistica straordinaria.

Dal 2010 De Blasio collabora come “public advocate” , un ruolo che assomiglia a quello del nostro difensore civico e che lo ha visto lavorare come intermediario e rappresentante degli interessi dei cittadini. Non sorprende che, tra le dichiarazioni fatte durante la campagna elettorale, vi sia quella di rivedere la controversa politica dello “stop-and-frisk”, la pratica che consente alla polizia di perquisire chiunque sia sospetto di possedere un’arma e che ha portato, nella gran parte, all’investigazione di cittadini neri e ispanici.

Uno delle ragioni del successo del candidato di Park Slope risiede, probabilmente, nell’efficace campagna mediatica messa a punto dall’AKPD, la società di consulenza che ha promosso la corsa elettorale di De Blasio e, prima di lui, di Barack Obama. È diventato virale il video del giovane Dante De Blasio, che assicura che Bill De Blasio sia la scelta più giusta. E non perché sia suo padre

Claudia Pellicano

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