Bersani firma qui: la nuova provocazione

Si fa un gran parlare, a pochi giorni della convocazione delle Camere, della possibile alleanza che il Movimento 5 Stelle dovrebbe stringere con il Partito Democratico su 8 punti programmatici condivisi. E così, mentre i meeting del Movimento continuano in quel di Roma da un hotel all’altro (non è dato sapere a quante stelle), oggi i neoparlamentari pentastellati hanno firmato il loro ingresso ufficiale in quel del Parlamento italiano. Grillo intanto pare quasi divertito nel declinare ogni possibilità di alleanza con la coalizione di centro-sinistra, Così da «Bersani morto che parla» è passato a «mi ritirerò dalla politica in caso di voto di fiducia», ripetendo in sunto quanto affermato da Casaleggio («niente alleanze o mollo tutto»).

La rincorsa alla fiducia resta così totalmente in mano al Pd, che ripete l’impossibilità di trovare un accordo con il PdL – soprattutto dopo il caso De Gregorio – e continua la trattativa a distanza. Renzi ha forzato la mano, chiedendo esplicitamente di porre la rinuncia dei rimborsi elettorali negli 8 punti programmatici, trovando la risposta pronta di alcuni deputati «c’è già» e quella più piccata di Fassina che accusa il Sindaco di Firenze definendolo«un altro unto dal Signore». Le bagarre proseguono, con il quotidiano Repubblica che ha proposto una raccolta di firme perché si trovi l’accordo a unire le forze, raccogliendo il consenso di personaggi quali Don Ciotti, Benigni, Saviano, don Gallo, Fazio e altri.

È di giornata però la nuova provocazione targata Grillo: sul suo blog ha infatti invitato Bersani a rifiutare i rimborsi elettorali, seguendo la scia di quanto fatto dal M5S. Proponendo un foglio già compilato in tutte le sue parti e mancante solo della firma del leader del Pd, sta così facendo il giro del web la proposta, che su Twitter ha trovato da subito fortuna attraverso l’hashtag #BersaniFirmaQui
Resta però il beneficio del dubbio: se Bersani dovesse realmente accogliere la richiesta di Grillo, verrebbe votata la fiducia? Si riuscirà così a trovare un accordo programmatico, o sarà solo l’ennesimo atto provocatorio del portavoce dei 5 Stelle? È fattibile, dopo una campagna elettorale tenuta in quasi tutta Italia, a rinunciare con facilità agli spettanti 45 milioni di euro di rimborsi?

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Mauro Agatone

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