Baltimora, tensioni razziali e voglia di verità

A rinfocolare le tensioni razziali in America l’ennesima morte di un afroamericano per mano della polizia: Freddie Gray, il ragazzo arrestato il 12 aprile per possesso di un coltello automatico e deceduto una settimana dopo in seguito a una frattura alla spina dorsale – si teme, per percosse subite dalle forze dell’ordine.

Baltimora è soltanto l’ultima delle cittadine americane a essere teatro di attriti interrazziali; New York, Ferguson, Cleveland Phoenix hanno recentemente assistito a simili episodi di scontri a fuoco tra polizia e giovani afroamericani.

L’indignazione e il legittimo bisogno di esprimere il proprio dissenso nei confronti dei metodi violenti della polizia in casi come questo sono, però, sfociati in manifestazioni di cieco furore che hanno ridotto la città in stato di assedio e condotto il sindaco Stephanie Rawlings-Blake a istituire il coprifuoco. Mentre a migliaia sfilavano pacificamente in corteo, un drappello di manifestanti ha assaltato e saccheggiato i negozi di West Baltimora – la zona, peraltro, meno benestante della città, ferito quindici agenti di polizia e convogliato la propria, comprensibile, rabbia, verso negozianti incolpevoli.

Baltimora-madre-picchia-figlio-manifestante

C’è, però, chi rifugge con forza l’idea di una risposta violenta alle forze dell’ordine. Una delle immagini simbolo di questi giorni è quella di una madre di colore che picchia il figlio adolescente per le strade di Baltimora. Il ragazzo, a volto coperto, si era unito alle rivolte e la donna, temendo per la sua incolumità, l’aveva malamente ripreso dinanzi all’occhio vigile e onnipresente delle telecamere. Il giovane ha ammesso di aver compreso il gesto della madre – che ha suscitato per lo più l’approvazione da parte dell’opinione pubblica -, ma ha lamentato le disparità sociali e di trattamento che i cittadini afroamericani soffrono a Baltimora. In un clima così profondamente segnato dall’esasperazione, commuove, poi, in modo particolare, la compostezza dimostrata dalla famiglia Gray, che invita la comunità alla calma e che ricorda Freddie come un ragazzo pacifico.

La verità, intanto, pare farsi sempre più sfocata: la consegna del rapporto sulla morte del venticinquenne di Baltimora, inizialmente previsto per venerdì, è stata posticipata, mentre un testimone (di cui non si conosce l’identità) afferma che Freddie si sarebbe potuto procurare da solo alcune lesioni durante il trasbordo sull’ambulanza.
Obama, nel ribadire che non ci sono giustificazioni per la violenza, ha anche sottolineato l’impegno del Dipartimento di Giustizia a chiarire le cause del decesso di Freddie e ricordato che le disuguaglianze sociali necessitano di un’attenzione continua. E non soltanto quando brucia un centro commerciale (fonte: Casa Bianca).

Twitter: claudia_pulchra

 

 

 

 

 

 

 

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Claudia Pellicano