Attentato a Istanbul: colpiti i turisti

Istanbul: un’eplosione che è sembrata un terremoto. Questa mattina il quartiere di Sultanahmet, uno dei luoghi simbolo della città, è stato scosso da una fortissima esplosione.

I morti confermati sono 10 e 15 invece i feriti. Mentre la Farnesina si è subito attivata per verificare un eventuale coinvolgimento di cittadini italiani a Istanbul, secondo le prime indiscrezioni tra le vittime ci sarebbero ben nove cittadini tedeschi; a riportarlo è la Bild on-line, pur con forti interrogativi, che cita i media turchi. Sempre la Bild riporta la notizia del giornale turco Cumhurriet secondo il quale l’attentatore avrebbe acceso una bomba in mezzo a un gruppo di turisti tedeschi. Tutti stranieri anche i feriti: Si tratta di almeno sei tedeschi, un norvegese e un peruviano. Il ministero degli esteri di Seul ha inoltre reso noto che tra loro c’è anche un sudcoreano, rimasto lievemente ferito nell’esplosione.

 

L’attentato è avvenuto questa mattina nei pressi dell’obelisco di Teodosio poco dopo le nove e, come ha dichiarato il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, ad ordirlo sarebbe stato un solo terrorista legato alla Siria. Secondo fonti della sicurezza turche, è probabile che l’attentatore appartenga allo Stato islamico. Nel frattempo la polizia turca ha chiuso il quartiere di Sultanahmet e il primo ministro turco Ahmet Davutoglu sta tendendo un meeting di emergenza su come gestire la situazione dopo l’esplosione.

 

Nel quartiere si trovano la nota Moschea Blu, la basilica di Santa Sofia e il Topkapi Palace, oltre ad altre mete del turismo internazionale. E proprio la rilevanza del luogo scelto per l’attentato è stata posta in evidenza dai commentatori internazionali: colpire il luogo simbolo della Turchia per lanciare un messaggio ben preciso. Secondo Marco Ansaldo, intervistato da Repubblica, la Turchia paga le ambiguità riguardo lo Stato Islamico e il suo recente allineamento alla Nato impegnata nelle operazioni contro il califfato. Un’ambiguità di fondo che ha indebolito il Paese tanto dalla parte dei terroristi, che hanno scelto di colpirla forte e proprio al cuore, quanto dalla parte dell’occidente, il cui sostegno al governo turco in tema di prevenzione del terrorismo e gestione dell’immigrazione finora non è stato corrisposto da risultati di rilievo. Anche Daniele Santoro, analista di riferimento per la rivista di geopolitica Limes in Turchia, concorda sul fatto che l’attentato, chiunque lo abbia realizzato, costituisca un vero e proprio salto di qualità del terrorismo contro la Turchia, e che il vero bersaglio siano le strategie di Erdogan.

@aurelio_lentini

istambul

fonte: ansa, la repubblica

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Aurelio Lentini

Laureato in Scienze Storiche presso L'università Statale degli Studi di Milano, oggi conduce una piccola libreria online, collabora con varie testate online, scrive, e tenta di venire a capo del mondo prima che il mondo venga a capo di lui.