Wilde Salomé, il film-esperimento di un inedito Al Pacino

Wilde SaloméA cinque anni di distanza dall’uscita statunitense arriva in Italia Wilde Salomé, esperimento cinematografico di un inedito Al Pacino a cavallo tra fiction, meta-teatro e documentario. Vincitore del premio Queer Lion durante l’edizione 2011 del Festival del Cinema di Venezia, Wilde Salomé è un’opera che sfugge ad ogni definizione, nata dalla passione dell’attore e regista americano per lo scrittore Oscar Wilde, di cui ci viene mostrato il lato meno noto, peraltro senza che si faccia mai riferimento alcuno a quella che è la sua opera più conosciuta, Il ritratto di Dorian Gray. Salomé, scritto nel 1893 e considerato come uno dei lavori più controversi dell’autore irlandese, è una storia sul potere distruttivo del desiderio, incarnato dall’attrazione folle e perversa che il protagonista, il re Erode, prova per la bellissima figliastra, interpretata da una superba Jessica Chastain nel film di Pacino.

Nasce così Wilde Salomé, dall’incontro del mezzo cinematografico con un approccio recitativo marcatamente teatrale, un prodotto che lo stesso Pacino definisce d’avanguardia e incentrato, più che sul noto episodio del Nuovo Testamento, sulla figura di Oscar Wilde. Di Wilde vengono ripercorsi la vita, il matrimonio, l’omosessualità e la condanna per indecenza, gli anni in carcere, ma soprattutto lo straordinario sguardo lungimirante dei suoi lavori, spesso poco conosciuti e oscurati da un’incredibile quantità di aforismi impropriamente abusati. Guardato con sospetto per lo scandalo che alcune delle sue opere suscitarono nella rigida società vittoriana, Wilde fu il precursore del cambiamento dei tempi e dei costumi, e per questo socialmente emarginato e costretto a pagare un prezzo (anche artistico) molto alto. E’ proprio in ciò che risiede, secondo Al Pacino, l’universalità del suo messaggio, capace di renderlo ancora oggi uno degli autori più conosciuti e amati al mondo.

Wilde SaloméDa vedere per approfondire meglio un uomo e un autore che non era solo una penna dai toni sferzanti e impertinenti, il film vede anche la partecipazione dello scrittore Gore Vidal, dell’unico nipote di Wilde Merlin Holland e di Bono Vox, il cui contributo si estende anche alla colonna sonora con il brano degli U2 Salomé. Ma il vero centro gravitazionale del film è Jessica Chastain, capace di restituire una performance sorprendente nella sua interpretazione della giovane principessa. Un film su Wilde certo, ma anche un ritratto inedito di Al Pacino e del suo amore per lo scrittore irlandese, culminato prima nella rappresentazione teatrale dell’opera e poi in questo docu-film, che non manca di includere l’intimità dei momenti di backstage con le sue gioie e dolori; frecciatine a produttori troppo avidi incluse. Uscito nel 2011, e recentemente revisionato e ri-montato dallo stesso Al Pacino per i mercati europei, Wilde Salomé arriverà nelle sale nostrane il prossimo 12 maggio. E’ il caso di dirlo: meglio tardi che mai.

 

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Viola D'Elia

Nata 27 anni fa, ha vissuto a Roma, Istanbul e in India. Sempre pronta a fare le valigie, sogna di vedere ogni angolo di mondo. Oltre a coltivare ambizioni alla Jules Verne, i suoi interessi includono accumulare libri, la musica e il cinema. E’ capace di commuoversi ogni volta che rivede Hugo Cabret; ama scrivere e fare domande, ma non riceverne. Specialmente di lunedì mattina. Crede fermamente nella filosofia di Big Fish: «Tenuto in un piccolo vaso il pesce rosso rimarrà piccolo, in uno spazio maggiore esso raddoppia, triplica o quadruplica la sua grandezza».