Week end delle rose: concorsi a Roma e Rieti

È nel mese di maggio, quando le oltre centocinquanta specie e le quasi infinite varietà di rose fioriscono, che colori e profumi diventano reali e le rose attraggono sguardo e olfatto con il loro potere seduttivo. Ma maggio è anche il mese che apre i concorsi internazionali, in cui ogni anno si porta avanti il lavoro di secoli di coltivazione e ibridazione alla ricerca costante della rosa perfetta. È difficile immaginarlo, ma tutti gli anni in tutto il mondo si sfida la natura. Come con una nuova ricetta si mischiano gli ingredienti e si aspetta di vedere come sarà il risultato. E così ogni anno vengono presentate decine di rose nuove provenienti dai paesi più diversi; ognuna con la sua storia, come accadeva nel romanzo di Alexandre Dumas, in cui la nascita di un nuovo straordinario tulipano nero si unisce alla storia tumultuosa e agli sconvolgimenti politici dell’Olanda del 1672. Dopo l’appuntamento di Barcellona e prima del “Concours international des roses nouvelles” di Bagatelle a Parigi, il fine settimana appena concluso ha ospitato due dei tre più importanti concorsi internazionali di rose in Italia, quello del roseto comunale di Roma, riservato alle nuove varietà e quello organizzato alla Tenuta Tacita, per le varietà in commercio negli ultimi cinque anni.

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Al Roseto comunale di Roma hanno gareggiato, per la 72esima edizione del concorso “Premio Roma”, 29 ibridatori, provenienti da 11 paesi, con ben 100 varietà di rose tutte inedite e destinate solo alla ricerca florovivaistica. Gli innesti delle nuove rose sono stati piantati due anni fa, la loro crescita è stata seguita da una giuria tecnica che ha valutato aspetti come il portamento della pianta e le rifioriture, e sabato 17 maggio è stato il momento dell’analisi estetica del risultato. La premiazione, nello splendido scenario del Giardino degli Aranci, ha avuto come madrina Licia Colò. Diverse le categorie di rose in gara, dalla Floribunda alla Hibrida di Tea alle Arbustive da Parco e così via. Per queste categorie i primi premi sono stati vinti, rispettivamente, dall’italiano Embriaco, dal francese Meilland e dal tedesco Tantau. In più, tre premi speciali attribuiti, quest’anno, alla rosa contro la violenza (dedicata in particolare alla lotta contro l’omofobia), alla fragranza più buona (entrambi i premi sono andati a Dalla Croce) e alla rosa preferita dai più piccoli: quest’ultimo premio è stato assegnato dai piccoli giudici della scuola elementare dell’Istituto Comprensivo Largo Castelseprio a una rosa gialla e rossa. Fino al 15 giugno, tra le 1100 specie diverse del Roseto di Roma Capitale, sarà possibile osservare gratuitamente le cento rose in gara quest’anno, insieme alla collezione storica delle rose vincitrici del concorso dal 1933 a oggi.

A pochi chilometri da Roma domenica 18 maggio si è svolta un’altra tipologia di gara nel roseto Vacunae Rosae, situato in quei boschi il cui nome riprende quello di una antica dea sabina, a Roccantica (in provincia di Rieti): un terreno di più di 18 mila metri quadri che ospita oltre 5500 varietà di rose. Il concorso internazionale che si svolge presso la Tenuta la Tacita Country Club, giunto ormai alla sesta edizione e promosso dalla Fondazione mondiale delle Rose, premia le rose in commercio degli ultimi anni: novità, quindi, che mostrano di resistere stabili nel tempo. Le rose sono state illustrate e hanno ottenuto una doppia votazione: giurati tecnici permanenti, che hanno seguito l’evoluzione della pianta nel corso dell’anno, sono, infatti, stati accompagnati da una giuria internazionale che ha dato i voti in base all’impressione del momento. Sette le categorie premiate: oltre alle varie tipologie, si segnala in particolare un premio attribuito, per la prima volta in questa edizione, al migliore ibridatore amatoriale. Ma tra tutti i premi spicca la Best of the Best, la rosa più bella: il premio è andato al francese Meilland, per il suo fiore affascinante, rosa con il cuore leggermente sfumato in giallo-arancio, che ha vinto anche il premio fragranza dedicato al prof. Fineschi (primo presidente onorario della giuria). Ospite della giornata di premiazione e presidente della giuria del 2014, Serena Dandini ha parlato di una passione così forte da intrecciare vita, cultura e storia intorno a un fiore, e ha portato come esempio niente di meno che il caso dell’imperatrice Giuseppina, moglie di Napoleone, capace di muovere gli eserciti – in senso letterale – per avere delle rose nuove: «i coraggiosi soldati dell’imperatore avevano l’ordine di battersi fino alla morte. Ma contemporaneamente, per obbedire all’imperatrice, dovevano raccogliere rose in qualsiasi terreno di battaglia si trovassero e inviarle subito con un messo» (l’aneddoto è anche nel suo libro Dai diamanti non nasce niente, Rizzoli, 2011 da cui si cita).

Twitter: @CardinaliRob

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Roberta Cardinali

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