Vita e alfabeto nel nuovo libro di Bajani

L’autore Andrea Bajani, vincitore del Premio Bagutta con Ogni promessa, è giornalista e scrittore di romanzi, reportage e testi teatrali. Lo abbiamo già conosciuto come indagatore di diversi aspetti del mondo, dal lavoro (Cordiali saluti), all’adolescenza (Domani niente scuola, La mosca e il funerale). Ma Bajani nel nuovo libro parla chiaro dall’inizio: ora dice di scrivere niente di meno che di vita. E lo fa a partire dalle parole del protagonista di Tristano muore Tabucchi, suo maestro e amico, da cui è ripreso il titolo: «la vita non è in ordine alfabetico come credete voi. Appare…un po’ qua e un po’ là, come meglio crede, sono briciole, il problema è raccoglierle dopo, è un mucchietto di sabbia, e qual è il granello che sostiene l’altro?». Bajani raccoglie alcune di queste briciole mostrando che nel non-ordine non c’è solo distruzione o sconfitta, ma anche sorpresa e imprevisto, ci sono le emozioni e i ricordi che vanno avanti e indietro, proprio come le lettere dell’alfabeto che si mischiano, tornano o saltano per formare le parole. Questa è, infatti, la cornice dei racconti. Il primo giorno di scuola un maestro tira fuori da una scatola delle lettere di legno, le mostra e spiega ai suoi bimbi: «le lettere dell’alfabeto sono ventuno. Possono sembrare poche (…) ma con queste lettere, d’ora in poi, dovrete fare tutto». {ads1}
Da queste lettere nascono le storie del libro, tra la prosa poetica di Antonio Tabucchi e i Sillabari di Goffredo Parise (che già aveva provato una forma di narrazione simile: per ogni lettera dell’alfabeto, alcune parole e altrettanti brevi testi). Racconti di meno di due pagine ognuno a partire da singole parole dalla a alla z, o meglio da Amore e Bandiera alle finali Volpe e Zoo. Il protagonista è sempre un tu, in seconda persona, a cui l’autore si rivolge direttamente per indicare, in realtà, tutti noi; un soggetto definito solo con qualche tratto, colto in un’azione semplice o in un pensiero intimo e segreto descritto tramite metafore. Nell’istantanea dei racconti di Bajani conta ciò che si evoca, come avviene nei pittori impressionisti e nello sguardo perso, ad esempio, della ragazza che beve l’assenzio di un famoso quadro di Degas.

Al centro di queste storie piene di umana delicatezza c’è la genuinità dell’infanzia: spesso anche quando i protagonisti sono adulti si descrivono proprio i sentimenti che fanno tornare bambini, dalla paura quando si rompe un vecchio braccialetto dei desideri, all’irresistibile impulso, anche durante un discorso di lavoro, di sperare che il pallone lanciato da un bambino esca dal campo e arrivi all’altezza giusta per essere calciato. Un piccolo campionario di storie personali e universali insieme; alcune sentimentali (forse un po’ troppo), altre irreali, altre ancora concentrate di candida nostalgia; alcune raccontano pochi istanti in cui cambia tutta l’esistenza, altre ripercorrono in un ricordo quasi tutta una vita. Tutte fotografie di un normale, intenso album di vita.

Andrea Bajani, La vita non è in ordine alfabetico, L’Arcipelago Einaudi, 130 pp., € 12,50.

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Roberta Cardinali

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