Una notte con Villalobos

Sono state le sapienti mani di Giancarlino, dj resident del club romano, a scaldare la pista fino alle tre del mattino. Poi arriva il momento: c’è la macchina con Villalobos nel piazzale di fronte al locale, i tanti che ancora provano a entrare corrono incontro all’artista, chi è fuori per una sigaretta torna dentro, pronto per godersi l’inizio del set. Un set in cui il dj cileno ha dato il meglio di sé. Le iniziali sonorità latine, calde, piene, vengono perfettamente fuse con le ritmiche minimali tipiche di Villalobos: capace di spaziare dalle più dense poliritmie ai silenzi più intensi, l’artista ha eseguito una prestazione di altissimo livello per tutta la serata, fino al grandissimo finale; il pubblico entusiasta, sempre più carico, esultava per la capacità del dj di spezzare le tracce: sembrava non ci fosse mai fine, si fermava per poi ricominciare, onde di suono. Dopo aver stretto le mani di qualche fan, solo la consolle era la protagonista dell’attenzione dell’artista: senza guardare nient’altro, preso dalla sua musica psicotropa.

Ricardo Villalobos nasce nella capitale cilena, Santiago, nel 1970. All’età di tre anni la sua famiglia si trasferisce in Germania, dopo che il Generale Augusto Pinochet prende il potere con un colpo di stato a scapito del legittimo governo socialista di Salvador Allende nel 1973. A circa 10 anni inizia a suonare strumenti a percussione come conga e bongo; inizierà a fare musica elettronica alla fine degli anni Ottanta. Il primo esordio, Placid Flavour, nel 1993 non ebbe successo. Registra il suo primo mix nel 1994 e diventa nel 1998 DJ di professione, riscuotendo un grande successo a livello mondiale. La sua carriera decennale e le sue capacità lo hanno fatto ascendere tra i grandi della techno: l’esibizione della serata organizzata da Goa Ultrabeat ne ha dato ulteriore prova (se mai ce ne fosse stato bisogno). Ricardo Villalobos ha dato vita ad un vortice di sonorità senza paragoni. Eccellente.

 

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Martina Raimo

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