Un Bacio: bullismo ed omofobia nell’ultimo lavoro di Cotroneo

Bullismo ed omofobia sono i temi principali dell’ultima fatica Un Bacio di Ivan Cotroneo, regista de “La Kryptonite nella borsa”, in uscita nelle sale italiane in 180 copie a partire dal 30 Marzo. Lorenzo, Blue Antonio sono tre adolescenti della III A dell’istituto Newton, alle prese con i problemi della loro fragile e decisiva stagione della vita. Lorenzo( Rimau Grillo Ritzberger) è un brillante ragazzo di 16 anni, omosessuale evidente e dichiarato, adottato da Stefania e Renato che hanno per lui attenzioni e comprensione per il suo modo di essere stravagante e provocatorio; Blu (Valentina Romani) è una sensibile ragazza, coraggiosa e temuta per i suoi atteggiamenti libertini e menefreghisti; Antonio ( Leonardo Pazzagli) è un ragazzo timido ed introverso, chiuso nel suo mondo tra il basket e la famiglia, in perenne stato malinconico a causa della scomparsa (incidente in moto) di suo fratello. La loro unione costruisce una capanna ed una corazza di complicità e confidenze che li difenderanno da una serie di discriminazioni da parte dei loro coetanei e colleghi scolastici; un filo spinato di solidarietà e complicità che reggerà prima che immancabili dinamiche attrattive non irromperanno nel loro limbo affettivo.

bullismoUn bacio, metafora del testo filmico in questione, è un’opera educativa che indaga sul tema sempre drammatico del bullismo e dell’accettazione della diversità in un’epoca violenta e spietata come quella moderna. La felicità, legittima aspirazione di ogni individuo, trova nella ferocia e nella crudeltà umana il suo più spietato nemico. L’essere se stessi, forgiare i propri sogni e le proprie aspirazioni, diventa il più difficile degli obiettivi, un filo teso tra il giudizio di sé e il pregiudizio degli altri, tra passioni e normalità, dove il piano comprensivo non sempre risulta salvifico e risolutorio. L’opera di Cotroneo consegna una diversa prospettiva delle violenze psicologiche e fisiche che il bullismo e l’intolleranza,in senso lato, producono: i genitori vestono i panni della vicinanza e della comprensione, nonostante mantengano la maschera dell’imperfezione e dell’insoddisfazione; l’amore per i figli è totale, anche se risulta essere in parte insufficiente a proteggerli dalle cattiverie e dai luoghi comuni del mondo esterno. Questo porta, parallelamente ed inevitabilmente, ad una costruzione di un fragile e sottile substrato psicologico, attraverso la creazione di una salvifica realtà parallela e surreale, nella quale i tre amici si rifugiano: Blu, la ragazza che si concede agli amanti, crea un suo alter ego futuro, una donna matura oltre i quarant’anni, alla quale invia lettere, parlando dell’età che vive e dei suoi prossimi propositi; Lorenzo, crea un’illusione di riscatto e successo, attraverso un mondo parallelo fatto di individui pronti a scusarsi e a riconoscere il suo protagonismo; Antonio, invece, vive una schizofrenia emotiva,un continuo contatto con la presenza ingombrante e vicina del fratello morto. In realtà, il vero tema del film “un bacio” è quello della continua ricerca della felicità, attraverso un percorso di crescita difficile e complesso, che invita lo spettatore ad approfondire ed indagare le proprie diversità vivendole come valori imprescindibili, unico viatico atto a costruire un percorso di vita unico e verace. Buona la regia di Cotroneo, pulita e ritmica, adatta ad un pubblico adolescenziale e non solo, viste le tematiche trattate. Gli attori, seppur esordienti, bravi e credibili nei loro slanci di entusiasmo e freschezza, tacitamente emotivi e commoventi  nel recitare un copione fluido e malinconico, speranzoso e tragico.

un bacio 4Estremamente curata la scelta dei brani che accompagnano le immagini tra cui “Loud Like Love” dei Placebo, “Bizzarre Love Triangle” dei New Order e “Hurts” di Mika, quest’ultimo protagonista insieme ai ragazzi del video del brano, girato dallo stesso Cotroneo nei luoghi scenografici che hanno ospitato le riprese del film. La vera bellezza dell’opera  resta l’attenzione del regista  al mondo adolescenziale, piena di compassione ed amorevole partecipazione; una delle poche pellicole sul bullismo che, probabilmente, servirà a risvegliare coscienze ed attenzioni  su uno dei problemi più antichi e spietati che ancora oggi miete vittime morali e fisiche tra piccoli e indifesi individui, soli e spaventati nel cammino di costruzione del proprio “io” e di un futuro radioso, di speranze e legittime ambizioni.

 

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Raffaele Patti