Tutto può cambiare, il riscatto in musica

Greta (Keira Knightley) è un’inglese introversa che arriva a New York con il fidanzato Dave (Adam Levine), anche lui musicista e in procinto di raggiungere la fama. Tradita e lasciata dopo solo un mese, riesce a riscattare la sua tristezza incidendo un album autofinanziato con l’aiuto del produttore Dan (Mark Ruffalo). Fin qui tutto normale. La trama, bisogna dirlo, non brilla di originalità e allerta un certo pregiudizio. Ma il film riscatta progressivamente la sua fama, rimanendo sospeso sul filo della banalità senza mai cadere. Sarà per l’aspettativa bassa, sarà per la presenza di nomi interessanti, il risultato è complessivamente gradevole e positivamente riabilitato.

Nomi interessanti appunto. In primis quello di Keira Knightley, che solo di rado si mostra in ruoli da commedia (non diremo comici perché in questo film Greta è musona, sarcastica, sprezzante, ma non comica) e mai si era cimentata nella commedia musicale. Pur avendo sposato un musicista, l’attrice ha sottolineato in più di un’intervista di non possedere alcuna inclinazione alla musica, affermazione che stona almeno parzialmente con il fatto di aver cantato in prima persona tutti i pezzi del film. Keira è un’attrice importante, tragica, profonda che conserva in questo personaggio almeno una piccola traccia dei suoi ruoli: quello della caparbietà femminile.

A dirigerla c’è John Carney, che non è nuovo ai film musicali: prima di Begin Again (tradotto in Italia “Tutto può cambiare“) ha diretto nel 2006 Once, una pellicola indipendente intrisa di musica folk che ha vinto l’Oscar per la miglior canzone originale. La musica è in effetti una carta vincente: i brani, disperatamente pop, incorniciano gli episodi della pellicola sotto il cielo di New York. Anche la città fa la sua parte: caotica, aggressiva, seduttiva diventa il set per la registrazione di un album outdoor ma anche la scenografia di un sogno che si fa realtà. Un luogo dove tutto può succedere e chiunque può ricominciare.

La controparte maschile è affidata a Dan (Mark Ruffalo), produttore sgangherato, sempre ubriaco, sempre ironico, solo e senza un soldo. Il legame tra i due è il sintomo della possibilità di un riscatto, di una nuova partenza. Ma si tratta di un’amicizia che non travalica i confini della prevedibilità, non si risolve banalmente in amore. La storia infatti prevede una connessione umana intima e paradossale, che assume i contorni di un’occasione imprevedibile, di una scoperta inaspettata. Neppure a Dave, l’ex-fidanzato traditore, nella vita cantante dei Maroon 5, è affidato il lieto fine. Il suo ritorno e il suo pentimento invece, vengono descritti in modo assolutamente umano.

Si arriva alla fine comunque col sorriso.
Rimane una donna che ha conquistato il suo sogno, che per una volta non era l’amore.

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Lavinia Martini

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