Tutti i padri vogliono far morire i loro figli

Ha debuttato in prima nazionale lo spettacolo Tutti i padri vogliono far morire i loro figli, della compagnia CK Teatro, testo di Fabio Morgan e Leonardo Ferrari Carissimi, liberamente ispirato ad Affabulazione di Pier Paolo Pasolini. Lo spettacolo con Irma Ciaramella, Anna Favella, Chiara Mancuso, Luca Mannocci e Mauro Santopietro, sarà in scena al Teatro dell’Orologio fino al 3 aprile. Lo spettacolo è ambientato in una casa al mare dove vivono madre e figlio, la storia inizia nel momento in cui il padre torna a casa dopo un’assenza di 15 anni, la scusa che utilizza per presentarsi a casa è quella di essere molto malato e che prima di morire vorrebbe ricucire il rapporto con il figlio. La figura di questo uomo all’inizio riesce ad affascinare sia il pubblico, sia gli attori stessi, grazie ai racconti appassionanti di un grande vissuto, infatti grazie al suo lavoro di fotografo, si è trovato spesso a vivere i momenti più importanti della storia degli ultimi trent’anni.

In Affabulazione di Pasolini il rapporto tra un padre e un figlio, è la scintilla che fa scoppiare il conflitto universale, la trasfigurazione di quella che era, nella Grecia antica, la predestinazione dei figli a pagare le colpe dei padri, lo stesso avviene in questo spettacolo. Esistono due frasi che rappresentano la “scientificità” di questo concetto “le colpe dei padri ricadono sui figli per diverse generazioni” e “i genitori hanno mangiato l’uva acerba e i figli ne hanno ricavato il dente che duole”. I due protagonisti Mauro Santopietro e Luca Mannocci, rispettivamente padre e figlio, riescono grazie al testo e all’interpretazione a sottolineare questo concetto che emerge prepotentemente in tutto lo spettacolo. Una rappresentazione amara e angosciosa di un rapporto esistente solo su carta che porta alla rovina di un figlio. Tutti i padri voglion far morire il loro figli è una tragedia moderna, che parla attraverso un percorso di emozioni e che racconta in maniera, non poco velata, come un rapporto basato inizialmente sull’amore possa trasformarsi in dramma.

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Arianna Arete Martorelli

Nasce a Roma lo stesso giorno di Francesco Facchinetti, che coincide casualmente con la data di morte di Leonardo da Vinci. Dopo il primo vero colloquio della sua vita, nell’ottobre 2013 diventa redattrice della sezione cultura e spettacolo per Lineadiretta24.it tra un articolo e un altro, nel tempo libero, si interessa di molte cose: cinema, teatro, fotografia, musica… concretamente gira, vede gente, si muove, conosce, fa cose. Dopo la laurea vorrebbe partire alla volta di New York per intervistare David Letterman. Spera di non dover mai scendere a compromessi meschini, odia bere l’acqua dalle tazze e i “no” a prescindere, crede fermamente che comunque, in fin dei conti, il destino ha sempre più fantasia di noi.