Turner, capolavori della Tate al Chiostro del Bramante

 

Inaugurata al Chiostro del Bramante la mostra Turner, Opere della Tate che presenterà al pubblico circa novanta opere d’arte, tra schizzi, studi, acquerelli, disegni e una sezione di oli di uno dei più grandi maestri britannici a cavallo tra fine settecento e ottocento. “Il Chiostro del Bramante, dopo diverse mostre contemporanee, si riappropria dell’ottocento”, afferma la Direttrice della sede espositiva Laura De Marco “creando un sodalizio con la Tate Gallery che spero dia i suoi frutti anche per rassegne future. Abbiamo lavorato sull’allestimento e sui toni di colore avendo il privilegio di ospitare un artista che ha fatto della luce e del colore i cardini principali della sua intera vicenda artistica”. Presente anche David Blayney Brown, curatore dell’evento e uno dei massimi esperti sulle opere di Joseph Mallord William Turner (1775-1851), che ha puntato l’attenzione sul concept della mostra “che ci racconta la storia di un artista prolifico, ma mai banale, grande paesaggista e sublime acquerellista sempre in cerca di tecniche nuove e sperimentazioni  tese alla ricerca ottimale della luce. Le opere qui esposte indagano il suo “privato”, uno sguardo intimo rivolto alle opere non destinate a mercanti o a specifiche esigenze commerciali e per questo più sperimentali,  progressiste e totalmente focalizzate sul processo creativo. Uno sguardo senza tempo su un artista moderno le cui opere potrebbero essere di oggi o del futuro, che abbiamo analizzato nella scelta dei prestiti della rassegna romana”.

Sei le sezioni espositive a partire dalle Opere giovanili dall’Architettura al Paesaggio legate agli anni di frequentazione della Royal Academy School e alla collaborazione con l’architetto Thomas Malton che Turner considerò il suo vero maestro. In questa fase nacque la consuetudine di intraprendere viaggi estivi con i suoi album da disegno pronti a immortalare soggetti che lo ispirassero, incentrati prevalentemente verso l’Inghilterra e gli altri Stati del Regno Unito salvo poi lasciare i confini nazionali per spingersi verso la Francia e l’Italia dove artisti del calibro di Poussin, Tiziano e Lorrain destarono in lui una profonda ammirazione e influenze iconografiche decisive per la sua evoluzione artistica. Il secondo segmento Natura e Ideali: Inghilterra (1085-15) risente dell’epopea napoleonica che blinda il nostro nella madrepatria che continuò ad esplorare in lungo e in largo. Il frutto di tali viaggi confluì nelle Picturesque Views of the Southern Coast e nella successiva History of Richmondshire, una serie di acquerelli commissionati appositamente per essere incisi e diffusi con estrema semplicità. Fu in questa fase che Turner aprì la sua prima galleria (1804) trascorrendo diversi periodi nella campagna inglese nei pressi del Tamigi fino al 1807 anno in cui fu nominato professore di Prospettiva alla Royal Academy.

Per consolidare la sua posizione si dedicò alla stampa del Liber Studiorum basato su disegni ad acquerello alternati a pitture ad olio spaziando tra il naturalistico e l’ideale in netta contrapposizione col Realistico degli stili Elevati. Sconfitto Napoleone Turner fu libero di poter intraprendere nuove scorribande in giro per l’Europa che la sezione In Patria e all’Estero (1815-30) indaga nelle sue varie evoluzioni. Un Tour che lo portò per la prima volta in Italia nel 1819 tra Roma e Venezia  destando in lui profonde influenze sulla luce e sul colore, elementi sempre più preponderanti nella sua concezione artistica. Fama e notorietà crescenti lo resero oggetto del desiderio di editori di stampe per i quali diede alla luce le sublimi Marine Views e la serie dei Picaresque Views in England and Wales nei quali illustrò gli usi e i costumi della sua amata Inghilterra. Presente in questa sezione l’ultimo acquerello esposto alla Royal che commemorava la morte del suo Presidente e amico Sir. Thomas Lawrence. La parte centrale della mostra si rivolge a Luce e Colore (1828-35) che Turner ricercò senza seguire un processo prestabilito, ma tentando di esprimere l’idea  che aveva in testa come si evince dai disegni, qui in mostra, del ciclo Colour Beginnings (1810) eseguiti da Turner nel suo studio, e non en plein air, grazie ad una fervida memoria e ad una vivida immaginazione visiva che, unite alla sublime tecnica, permettono un analisi dettagliata del suo geniale modo di procedere in cui le ampie pennellate di colore sovrastano le delicate superfici degli acquerelli finiti. Il decennio 1830-1840 è il fulcro della penultima sezione Turista Annuale, con opere di paesaggio eseguite in giro per l’Europa, tra acquerelli e gouache eseguiti su appositi fogli arrotolati a cui veniva applicato successivamente il colore. Vedute della Loira e della Senna vennero incise in formato ridotto nei tre libri Wanderings by the Loire and Seine, e resi pubblici come veri e propri manifesti del suo Grand Tour.

L’artista è all’apice della fama e alla continua ricerca di nuovi soggetti e nuovi stimoli che trovano il loro compimento nel suo continuo girovagare che va di pari passo con vari incarichi di prestigio come quelli che ebbe nel 1818, anno in cui si dedicò ad illustrazioni con minuziosi acquerelli dei testi del poeta Sir. Walter Scott, di Lord Byron e Samuel Rogers che fruttarono un sostanzioso aumento delle vendite dei libri. L’ultima sezione Maestro e Mago. Le opere della Maturità (1840-45) è strettamente connessa al suo terzo e ultimo viaggio in Italia dove Turner rimase folgorato da Venezia che immortalò nei vari momenti del giorno e della notte. Le opere lagunari qui in mostra si caratterizzano per un linguaggio espressivo nuovo e in anticipo sui tempi, le pennellate limpide dissolvono le architetture e gli elementi – fuoco, aria, terra e acqua –  si susseguono in un insieme indistinto di forme catturando la luce dei vari momenti del giorno. La magia del colore è compiuta dopo oltre cinquant’anni di viaggi e quasi settanta di età, il lascito di Turner è enorme ed avrà influenze tangibili nelle generazioni future. Le opere della Tate qui esposte ci raccontano questo meraviglioso viaggio in maniera cronologica ad analitica, occasione unica da non perdere per ammirare dal vivo le opere di uno dei maestri della storia dell’arte moderna.

 

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Fabio Bandiera