Tra ricordi, simboli e fantasmi. Antonia Ciampi a Villa Torlonia

 

Nel lungo viale alberato che separa la Casina da Via Nomentana c’è tutto il tempo di dimenticarsi del quotidiano logorio di smog e cemento, per prepararsi all’immersione in un luogo rimasto sospeso nel tempo, fermo a inizio ‘900, quando il Principe Torlonia veniva qui per riposarsi nel suo chalet. Antonia Ciampi, cangiante artista bolognese sempre in bilico tra danza e pittura, parla di un vero e proprio innamoramento quando descrive il suo primo incontro con le stanze del principe. Nel fare il suo ingresso in dimora con l’esposizione temporanea L’Archivio dei Sogni, si è quindi sforzata di muoversi in punta di piedi, realizzando installazioni site-specific che disturbassero il meno possibile lo stile Liberty dell’edificio, ed eleggendo co-protagonista della mostra il solitario e misantropo Giovanni Torlonia. Nasce così l’ideazione di un percorso a tappe improntato sul tema della memoria che si snoda in ogni angolo della dimora, dalla camera da letto al bagno del principe, all’incantevole Salottino dei Satiri. Il visitatore viene trascinato in una sensoriale caccia al tesoro alla ricerca di simboli e oggetti che restituiscano la presenza onirica del Principe Torlonia, intrecciata con le memorie intime dell’artista. Il fantasma rivive esotericamente tra le proprie mura, seduto sulla sua poltrona nel saloncino in Conversazione o in meditazione in Silenzio e Solitudine.

In un dialogo costante col padrone di casa, Antonia Ciampi esprime suggestioni tutte personali lasciando parlare le sue opere d’arte contemporanea più celebri, come il cubo Waterscape, il tributo a Pablo Neruda Mi piaci silenziosa e la teca de L’Archivio dei sogni, ennesima opera in cui il vetro è sfruttato come lente d’ingrandimento sui suoi ricordi. Spogliati di cemento e smog, saremo così entrati in una dimensione di onirica leggerezza che ammette come unici materiali d’impiego vetri, piume, nylon, gommapiuma e… musica che, inserita grazie all’innovativo sistema della sonosfera, propaga all’interno della Casina cullanti melodie d’epoca, come il flauto magico che “ascolta” il fantasma del principe al piano di sopra.

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Eva Elisabetta Zuccari

Per lavoro e per passione racconto storie. Dalle esistenze straordinarie di persone comuni ai "pancini sospetti" del Gossip. Giornalista in divenire, classe 1989, curiosa. Spio tutto e tutti: voi non sapete chi sono io, ma io potrei già sapere chi siete voi.

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