Torna il Medfilm Festival!

L’Italia sarà infatti per quest’edizione il paese ospite d’onore e il Premio alla carriera 2014 sarà consegnato a Mario Martone, regista del film Noi credevamo. La sezione sarà composta da 12 film che daranno visibilità ad alcuni tra gli autori più originali del nostro cinema. Da La mia classe di Daniele Gaglianone, pellicola che narra i dubbi di un professore di italiano in una classe per stranieri al doc di Riccardo Palladino dal titolo Brasimone, ambientato sull’Appennino che sovrasta Bologna fino a Il futuro è troppo grande di Giusy Buccheri e Michele Citoni che raccontano la vita di due adolescenti (lui filippino e lei cinese) nella nuova Italia multiculturale.

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 Il MedFilm festival, diretto da Ginella Vocca, avrà un programma ricco e intenso e spazierà dal melodramma al noir, dalla finzione al documentario fino alla commedia e al cinema sperimentale. Alcuni titoli in programma: l’egiziano Factory Girl di Mohamed Kahn, che sarà anche ospite del festival, il francese Eastern Boys di Robin Campillo, la nuova opera di Edoardo Winspeare In grazia di Dio, film italiano, tutto al femminile, in concorso ufficiale per il Premio Amore e Psiche e dalla Grecia il potente noir mediterraneo Stratos di Yannis Economides. Ci sarà poi come ogni anno il concorso internazionale di documentari (Premio Open Eyes) curato dal regista Gianfranco Pannone che propone una selezione di dieci film e sarà dedicata una vetrina Maghreb/Mashreq con un’importante selezione di film provenienti da dieci paesi arabi, tra cui la Siria.

Oltre a Mario Martone anche il regista francese Paul Vecchiali, nell’ambito della sezione Le Regard des Autres, sarà insignito del Premio alla Carriera. La consegna del Premio avverrà l’11 luglio presso il Maxxi in occasione della cerimonia di premiazione. La giuria che assegnerà il Premio Amore e Psiche per il concorso ufficiale sarà presieduta dalla scrittrice Dacia Maraini e sarà composta dal critico cinematografico Steve Della Casa, dal giornalista Giovanni Fasanella, dall’attrice Iaia Forte e dal regista Marco Simon Puccioni.

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Giulia Lucchini

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