Torna al cinema la Principessa Mononoke

Si tratta di Principessa Mononoke, in originale Mononoke Hime ovvero “principessa degli spettri”, capolavoro d’immaginazione, animazione e creatività firmato Hayao Miyazaki. La storia è ambientata in Giappone, durante l’epoca Muromachi (1336-1573), ma ha ben poco a che vedere con la tradizione storica del paese. Protagonista dell’intera vicenda è il giovane Ashitaka, nobile e valoroso, in viaggio verso le regioni dell’ovest per affrontare e capire il suo destino, ormai segnato dalla ferita mortale che un dio maligno gli ha inferto durante un combattimento. Una serie di incontri fortuiti lo porterà ad attraversare la foresta e le montagne rigogliose che vengono disboscate, sempre con più insistenza, dagli umani del Clan Tatara, guidati da Madame Eboshi, per produrre e lavorare il ferro. A difendere la natura e gli animali che abitano la foresta dagli abusi, ci pensa il Dio-Bestia, divinità multiforme che assume diverse sembianze al calare e allo spuntare del sole. Accanto a lui San, la principessa Mononoke, allevata e cresciuta dai cani selvatici insieme ai quali combatte indossando una maschera e armata di lancia. Tutti insieme in una battaglia cruenta contro il sopruso degli uomini. 

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Ma quello che c’è dietro la storia di Principessa Mononoke è molto più di una buona trama e diversi disegni. Il regista giapponese affronta in questo film d’animazione tematiche che oggi sono ancora attuali e più reali che mai come le battaglie tra umani e natura, e il tentativo di alcune persone di voler vivere in pace e armonia con l’ambiente cercando una possibile coesistenza. L’ecosistema potrà convivere pacificamente con il progresso della civiltà industriale una volta superati tutti i conflitti e i rancori. Idealismo, coraggio ed eticità si fondono alle epiche battaglie combattute da uomini e animali e che arrivano agli occhi degli spettatori con tutta la loro imponenza. Per realizzare la pellicola ad Hayao Miyazaki sono serviti tre anni, 144.000 disegni e l’aiuto della tecnologia digitale, ma il risultato finale è di grande impatto visivo. La genialità del maestro dell’animazione ha reso la Principessa Mononoke un film da vedere per i bambini di tutte le età. Anche dopo 17 anni.

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Annalisa Manta

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