Torna a teatro Sette spose per sette fratelli

La storia la conosciamo: Sette spose per sette fratelli uscì nel 1950 diretto da Stanley Donan e fu uno dei pochi musical nati al cinema e poi trasferiti a teatro. Raccontava la storia di sette fratelli, sette rozzi taglialegna che vivevano tra le montagne dell’Oregon. Dalla campagna il maggiore dei fratelli Pontipee scende in città per cercare moglie e la trova. Ma la povera Milly si troverà a vivere insieme a tutta la famiglia Pontipee, che è piuttosto disordinata e burbera. La ragazza riuscirà però ad educare i sei fratelli e ad insegnargli l’arte del corteggiamento per portare presto anche loro felicemente sull’altare. {ads1}

Lo spettacolo diretto da Massimo Romeo Piparo (che è anche direttore artistico del Sistina, oltre ad aver diretto spettacoli come Jesus Christ Supersar, My Fair Lady, The Full Monty) è in perfetto stile Far West: in scena il maestro Emanuele Friello, con la sua orchestra di sette persone in versione cowboy, fa rivivere le canzoni della colonna sonora vincitrice dell’Oscar nel 1955, arricchita di quattro inediti per l’Italia e le scene di Teresa Caruso fanno rivivere le atmosfere western. Tra le coreografie country dei 25 attori-ballerini con scazzottate e balli e proiezioni su uno schermo che evocano le grandi praterie americane, la compagnia prova a far rivivere uno dei musical più divertenti e longevi, e più o meno ci riesce. D’altronde è sempre difficile cimentarsi con un evergreen della storia della commedia musicale, che è stato riproposto in diversi adattamenti teatrali. Merito di questa versione è rimanere fedele al film. Il musical resterà in scena al Teatro Sistina fino al  16 marzo per poi proseguire con una tournée.

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Giulia Lucchini

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