Tiziano e il colore veneziano

Dopo il grande successo della mostra su Vermeer, le Scuderie del Quirinale propongono un altro evento da non perdere: dal 5 marzo al 16 giugno saranno esposti i capolavori del Tiziano (1487-1576), uno dei più grandi artisti del Cinquecento italiano. Una mostra incentrata sulla rilettura della pittura veneziana, degna chiusura di un una serie di retrospettive che le Scuderie hanno incentrato sui principali protagonisti della rivoluzione pittorica moderna, quali Antonello Da Messina, Giovanni Bellini e Tintoretto. Nelle quaranta di tele, di cui ben trentasette autografe, verranno tratteggiate tutte le fasi della carriera artistica del longevo maestro di Pieve di Cadore, dagli esordi di bottega alle committenze ducali e imperiali che lo consacreranno nell’Olimpo del suo tempo. Capolavori provenienti da tutta Italia testimonieranno il magistrale senso del colore e l’evoluzione della sua pennellata, anche mediante confronti iconografici tra pale inerenti lo stesso soggetto dipinte in epoche diverse, come nelle Crocifissioni di Ancona, dell’Escorial e il frammento della pinacoteca Bologna dove è ben chiara la continua novità d’impostazione del suo linguaggio compositivo. Un viaggio straordinario nei meandri di un artista contemporaneo di Raffaello, Michelangelo e Leonardo, ma unico nella sua dimensione di artista europeo e, come tale, dotato di una visione proiettata negli interstizi della classe dirigente del suo tempo, dai Gonzaga agli Estensi fino alla gloria e ai fasti del suo mecenate Carlo V, del quale sarà in mostra un ritratto con il cane proveniente dal Museo del Prado.

Mostra non facile, a detta dello stesso curatore, “che abbraccia una sessantina di anni del cinquecento, e il cui approccio esula da problemi attributivi incentrando il ciclo espositivo sul più famoso esponente della pittura veneziana e sull’uso del primato del colore che contraddistingue la grande tradizione lagunare”. Oltre alle grandi tele a sfondo religioso, la mostra testimonia anche la capacità ritrattistica di Tiziano esponendo alcuni capolavori tra cui spicca “il ritratto di Ranuccio Farnese” proveniente da Washington e il suo celebre autoritratto conservato a Berlino. Anche nei “ritratti di stato” che immortalano i potenti del suo tempo si percepisce il suo vissuto alla conquista del mondo. D’altronde la misura della sua arte è testimoniata dal successo di mercato, di critica e di immagine che accostano il “vecchio” Tiziano al piacere e alla gloria della fama terrena. Per ulteriori approfondimenti tematici dal 13 marzo, sempre alle Scuderie, partiranno i “mercoledì di Tiziano” con sei appuntamenti da non perdere che ripercorreranno in lungo e in largo il ruolo decisivo dell’artista sulla scena del suo tempo.    

 

Vuoi commentare l'articolo?

Fabio Bandiera

0 Commentsprova

No comments!

There are no comments yet, but you can be first to comment this article.

Leave reply

Only registered users can comment.

-->