Teatro: Giufà, il mare e le nuvole

Giufà, il mare e le nuvole, in scena a Centrale Preneste Teatro, dove la Compagnia Ruotalibera è di casa. Sul palco Tiziana Lucattini e Fabio Traversa, mamma e figlio, che vivono in una casetta senza soffitto sulla riva del mare. Tra granelli di sabbia dorati e stelle marine, faticosamente conducono la loro esistenza sforzandosi di arrivare a fine giornata. Senza un soldo o un mestiere, Giufà e sua madre attendono invano il ritorno del padre, disperso su una barca nel mare, la figura che li salverebbe dalle loro difficoltà, difficoltà che tuttavia affrontano con gli strumenti a loro disposizione: l’ironia e l’ingenuità. Tra goffi tentativi di vendere una veste di seta o di riparare una rete per pescare, Giufà e sua madre rappresentano “gli ultimi” della società senza vittimismi o pietismi. Poveri, soli ma non per questo privi di una capacità tutta speciale di sognare e porsi domande esistenziali, senza dare nulla per scontato, come il blu del mare o il bianco delle nuvole.

In questa reintepretazione di Ruotalibera, Giufà è figlio di una lunga tradizione popolare diffusa nel mediterraneo, in particolare tra Spagna e Sicilia – non a caso la lingua scelta per la rappresentazione è il dialetto siciliano – un personaggio privo di cattiveria come di furbizia, facile preda della frode altrui, con una madre altrettanto ingenua da cui sembra aver ereditato tutti i suoi pregi e difetti, ma che prova tuttavia a guidarlo nelle avversità della vita.

Lo spettacolo oscilla tra una spinta verso una felicità, fragile ma non per questo meno preziosa e una nota nostalgica che tutte le storie della tradizione possiedono. I due protagonisti sono personaggi di fiaba, eterni bambini senza età e fuori dal tempo, che arrivano a rinunciare ad un sogno doloroso e frustrante (il ritorno del padre) per abbandonarsi a un naufragio ancora più surreale, scivolando con una barchetta sul mare verso altre nuvole e verso altre profondità, alla ricerca di una gioia che sembra davvero reale.

 

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Lavinia Martini