Teatro: Chiedetelo a Pappagone

Fa tutto e di tutto, Sarcinelli. Canta, quasi balla, cucina musica; ride e fa ridere, parecchio. E quando il pubblico finalmente prova ad accomodarsi nell’idea di essere al cospetto di un ottimo cabaret … ecco il colpo da maestro. Notevole e sorprendente, giunge l’eco del miglior Gaber. “Per fare la Genovese, ci vogliono gli amici, perché una genovese senza amici è come andare al cinema da soli … ” L’attore, con la complicità dei 4 musicisti con cui divide e moltiplica la scena, sale in cattedra. E racconta la storia di un neo disoccupato, di un nuovo ennesimo disperato che, appena perso il lavoro, cucina “la Genovese”, un piatto ricco di carne, olio, vino, calore e calorie, un piatto denso e pieno “da cucinare in una giornata vuota”. Dolorosa poesia allo stato puro, in un crescendo di emozioni che coglie lo spettatore piacevolmente impreparato. {ads1}

E dopo l’intervento dello Sponsor dello spettacolo, “Il Dottor Farlocco dei biscotti Farlocco”, demenziale mecenate di uno “spettacolino” riuscitissimo, una strana “natività” e il divertente tentativo di cucinare una canzone su misura per il fortunato di turno, preso in prestito dal pubblico, ecco che i protagonisti di quelle Sacre Scritture soltanto accennate (Dio e l’Uomo) si ricongiungono nella penombra del palco.
Chi è Dio, in fondo, se non un Padre. Un Padre come ogni padre, a cui rivolgersi con affetto e riconoscenza, osservando la realtà da un altro punto di vista per scoprirla ricca di significati altri, contraddizioni, giochi e tenerezze. La musica – che grazie ai bravissimi Principe & Socio M., Ugo Gangheri e Carletto De Gennaro la fa da padrone – sintetizza alla perfezione la tavolozza di ogni stato d’animo possibile, per noi, uomini, un po’ buffoni e un po’ divini.

 

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Valeria Biotti

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