Sposa Sirena, intervista a Teatro CREST

Da Taranto a Roma, il passo non è mai così breve come in teatro. Sul palco del Centrale Preneste va in scena la storia di un amore travagliato e di un mondo fantastico che sulla carta diventa realtà. Come? Grazie alla fiaba, uno dei generi letterari più antichi dell’umanità, che in questo spettacolo viene arricchito di un apporto scenografico e coreografico molto suggestivo. Una donna che si trasforma in sirena, il mare che nasconde un’infinità di misteri, una storia che si ripete di strada in strada per le vie di Taranto: Teatro Crest porta in scena Sposa Sirena, partendo dalla città dove nasce tutto, passando per Calvino e arrivando a un pubblico da fiaba, quello dei bambini del teatro di Roma.

Il vostro spettacolo prende le mosse da una fiaba raccontata da Calvino nella sua raccolta delle Fiabe Italiane. In scena il re si è trasformato in un mago e la Sirena ha preso il nome di Filomena. Sono stati apportati cambiamenti più profondi al testo?
Come tutte le fiabe , anche questa risale al racconto orale tramandato nel tempo. Calvino ha raccolto questa, come tante altre fiabe e l’ ha inserita nel libro Fiabe Italiane. Nel testo, però ha precisato che La sposa Sirena è una fiaba Tarantina. Infatti sino a cinquant’anni fa ancora le donne dei vicoli della Taranto vecchia la raccontavano ai bambini del quartiere. Noi ci siamo avvalsi della storia riportataci da un testimone tarantino, attualmente sessantenne, che l’ha  sentita raccontare quando era bambino,  nei  vicoli della sua città. Abbiamo quindi, preferito la versione che riteniamo originale rispetto a quella scritta da Calvino, affascinante anch’essa ma meno coerente con la realtà della città dei due mari.

Sul palco il mondo delle Sirene è stato ricreato in un modo estremamente affascinante. Grazie alle acrobazie e al gioco d’intrecci siete riusciti a rappresentare la bellezza del mondo sottomarino e il fluttuare di queste creature mitologiche. Da dov’è nata questa idea?
L’incontro del regista con l’attrice e acrobata aerea sui tessuti Valentina Franchino e con l’attrice Lucia Zotti, ha fatto nascere l’idea di realizzare lo spettacolo  avvalendosi dell’interpretazione di queste due attrici nel ruolo della sirena. Valentina interpreta la protagonista  da  giovane  che trasformata in sirena volteggia nei flutti volanti, mentre Lucia racconta in prima persona, come arrivata da un altro mondo, la sua  leggendaria vicenda.

Questa favola ha origini tarantine come la vostra compagnia. I bambini di questa città la conoscono? I genitori la raccontano?
Come tutto ciò che appartiene alla tradizione, ci sono persone che conservano e diffondono i loro valori, altre li dimenticano.

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Lavinia Martini