Scarpe da donna per tutti i gusti al Teatro Accènto

Questa replica non risulterà fuori luogo data l’assoluta improbabilità di annoiarsi di fronte alle performance di queste tre giovani donne le quali si cimentano nel rappresentare, fondamentalmente, se stesse. Se stesse nel senso più ampio dell’accezione che si abbina all’universo femminile, pieno di sfumature, contraddizioni e autoironia; tutti elementi che in Scarpe da donna non mancano. Ognuna delle protagoniste interpreta tre diversi personaggi, per un totale di nove brevi monologhi che non racchiudono la solita malinconia, tipica di ogni riflessione esistenziale, proprio perché qui, nonostante la scena venga occupata esclusivamente dalla donna di turno, in preda ai propri sfoghi o concentrata sulla sua visione del mondo, in alcuni momenti è come se si avvertisse la presenza di un interlocutore. In un caso questi è rappresentato da un ragazzo “bamboccione” che, probabilmente stufo della propria fidanzata tuttofare, decide di lasciarla, prendendosi le conseguenze degli sfoghi di questa, in un altro abbiamo un neo sposo incapace di portare a termine efficacemente l’unico compito affidatogli per l’organizzazione del viaggio di nozze e, in un altro ancora, un pubblico di uomini dediti ad ascoltare i consigli di una sexy insegnante di tecniche di conquista.

La presenza immaginaria, in alcune scene, di questi interlocutori e l’esplosività delle protagoniste trapelante in tutto lo spettacolo, rendono le storie divertenti e spontanee, senza venir meno all’ “effetto riflessione” che ogni rappresentazione contiene in sé, spogliandolo, però, di quella dose di tristezza e malinconia che le vicissitudini del rapporto tra i sessi in genere ci consegnano. La donna in carriera, la reginetta di bellezza, l’internata in un ospedale psichiatrico, la neo mamma e, addirittura Dio in persona, in versione femminile, ci raccontano il modo di affrontare la vita e la capacità di superare le difficoltà da parte del gentil sesso. Donne apparentemente diverse l’una dall’altra in realtà potrebbero essere riunite in una sola persona nei momenti di riflessione e introspezione, perché alla fine, stringendo, ognuna di noi, dalla più dolce e romantica alla più aggressiva e emancipata, è sempre disposta a mettersi in gioco e a non risparmiarsi quando si parla di affetti. Uguali dunque dal punto di vista interiore ma diverse nel modo di esporre i propri sentimenti e i propri pensieri: quale elemento migliore delle scarpe, che riempiono la scenografia dello spettacolo e che caratterizzano il nostro punto forte e debole allo stesso tempo, potrebbe rappresentare il variegato, multicolore e multiforme universo femminile?

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Ilaria Francesca Petta

Più di là che di qua, nel senso metaforico...ma anche letterale. Classe 1986, nasco sotto il segno dei gemelli, di cui sono una chiara rappresentazione. Senza terra sotto ai piedi, con uno spiccato senso internazionalistico, credo che l'Italia sia un Bel Paese in declino, legato ancora a un glorioso passato. Laureata in lingue e traduzione, mi sono immersa in questa odissea, chiamata giornalismo, a 26 anni..forse tardi, ma assicuro che sto recuperando in pieno. Masterizzata in Comunicazione e Media nelle Relazioni Internazionali girovago come tirocinante, al momento nella Commissione europea a Roma.

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