Roma Jazz Festival 2016 tra passato, presente e futuro

La 40esima edizione del Roma Jazz Festival, che si svolgerà dal 6 al 23 novembre tra l’Auditorium Parco della Musica e la Casa del Jazz, si annuncia come un “perfetto equilibrio tra passato, contemporaneo e futuro”, come ha affermato il direttore artistico Mario Ciampà durante la conferenza stampa di presentazione.

roma jazz“Intendiamo festeggiare questo importante anniversario ripercorrendo la nostra storia”: da sempre sensibile non solo alla musica ma anche alle altre arti, il Roma Jazz Festival parlerà di jazz e letteratura con lo spettacolo del 14 novembre La musica provata di Erri De Luca, accompagnato per l’occasione dal gruppo del sassofonista Stefano di Battista; ci sarà poi lo spazio dedicato alla visual art in uno spettacolo multimediale che unisce il jazz con Enrico Rava e il pianista Giovanni Guidi, all’elettronica con Matthew Herbert. Dunque un legame con il passato, ma anche uno sguardo al futuro: un’intera serata sarà infatti dedicata ai giovani talenti italiani della New Talents Jazz Orchestra, che, diretta da Mario Corvini, presenterà Extempora, il progetto realizzato in collaborazione con Daniele Tittarelli. Passato e futuro uniti dal presente: il sax di Joshua Redman e il piano di Brad Mehldau, due affermati artisti della scena jazz contemporanea, apriranno il festival l’8 novembre, quando peraltro si terrà anche l’interessante incontro con Stefano Zenni per la presentazione del libro Che razza di jazz! Sarà quindi la volta del giovane polistrumentista  Jacob Collier o del fisarmonicista Richard Galliano, fino all’evento più atteso del 18 novembre, che vedrà protagonisti due mostri sacri del jazz, il maestro del tapping Stanley Jordan e il grande batterista Billy Cobham (ex Miles Davis). Contemporaneamente l’Auditorium ospiterà una mostra dedicata ai quarant’anni del festival, in cui saranno raccolte fotografie e materiali grafici elaborati nel corso delle diverse edizioni. La Casa del jazz invece ospiterà, oltre alcuni concerti, la rassegna domenicale Swing&New Deal: gli appassionati di Django Reinhardt non possono perdere i Radical Gipsy, che peraltro ci hanno già dato un assaggio del manouche in conferenza stampa.

roma jazzCiampà fa poi sapere che per alcuni bloggers ci sarà la possibilità di assistere ai concerti per mandare in rete immagini e video riguardanti ciò che accade durante il festival; mentre sarà possibile anche stare dietro le quinte del festival in qualità di volontari: “abbiamo organizzato la 40esima edizione a nostro rischio e pericolo…potrebbe essere anche l’ultima edizione“, considerato il mancato sostegno delle istituzioni. Ma l’amministratore delegato dell’Auditorium Dosal non è d’accordo: “come manager abbiamo la responsabilità di portare questa fabbrica di cultura a livello internazionale”. E noi come amanti della cultura abbiamo il dovere morale di sostenere un’istituzione storica come il Roma Jazz Festival.

Info e programma completo su www.romajazzfestival.it

 

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Ludovica Pallotta