Roma esoterica: tra maledizioni, luoghi magici e antiche leggende

Roma è una città magica, anche se a volte si fa fatica a ricordarlo. Come se la bellezza, ad averla sempre sotto agli occhi, un po’ svanisse. Roma esoterica, capitale dell’arte e della magia, vanta innumerevoli luoghi storicamente legati ai riti magici. Le incredibili leggende della Roma esoterica e della sua magia scorrono tra i suoi monumenti mozzafiato, tra i suoi vicoli nascosti, tra le sue piazze affollate. Il nostro viaggio parte dal fiume Tevere, che attraversa Roma e la inonda di magia. Ai tempi dell’impero romano vittime sacrificali venivano gettate nel Tevere. Nel 1572 ci fu una terribile inondazione con conseguente peste. Per mondare Roma dal morbo, Papa Pio V fece gettare un “Agnus Dei” nel fiume, ed esso si ritirò. Alcune cronache descrivono mostri apparsi nel Tevere, dragoni e sirene.

Lontano dal centro di Roma, presso le caverne dei Parioli, albergavano i Luperci, antenati degli zingari. Questi praticavano dei riti magici legati alla fertilità. Le donne romane desiderose di avere figli vi si recavano di notte, e i Luperci le frustavano per renderle fertili. Bollivano in un pentolone delle erbe, creavano filtri amorosi e recitavano formule magiche. Trascorsa la notte, le matrone tornavano in cittàA San Giovanni, dapprima il 22 febbraio, poi il 24 giugno, i romani festeggiavano la pace con “il banchetto delle Carisie”. Si mangiavano le lumache, le cui corna erano simbolo di discordia. Poi venivano rotti i gusci, per evitare il loro uso da parte delle streghe. Sull’Esquilino venivano celebrate le evocazioni dei morti. Erano dei veri e propri riti vodoo, che avvenivano mediante sacrifici di agnelli neri. Il Colosseo era l’emblema della lotta tra il bene e il male, tra schiavi e leoni. In Piazza Campo de’ Fiori si vendevano filtri d’amore, erbe magiche, e si svolgevano i roghi delle streghe, degli ossessi, dei maghi, dei filosofi. Anche gli obelischi egiziani di Roma furono usati dalle streghe e dai maghi per i loro incantesimi. Ma le bellezze della Roma esoterica non finiscono qui.

Porta_magica_2La “Porta Magica” di Piazza Vittorio fa da cornice a una delle storie più affascinanti e misteriose di Roma. Nel 1680, in una notte piovosa, un pellegrino bussò alla porta dello studioso di scienze occulte, tale Marchese Massimiliano di Palombara. Nella sua abitazione c’era una biblioteca straordinaria di antichi testi di filosofia e un laboratorio dove, tra le altre ricerche, egli sperimentava la preparazione della pietra filosofale. Il Marchese accolse lo straniero per la notte. Il misterioso pellegrino chiese al nobile il permesso di cercare un’erba nel suo giardino, per alcuni esperimenti. La mattina seguente egli non c’era più. Nessuna traccia del pellegrino, nessuna guardia l’aveva visto uscire. Rimase solo una sostanza gialla, che si rivelò essere oro puro, e un foglio di pergamena, con la formula per ottenerlo. Il Marchese di Palombara, nonostante i suoi studi, non riuscì mai a decifrare quell’enigma. Decise così di far incidere sulla porta del suo laboratorio la formula alchemica della trasmutazione dei metalli vili in oro. Nessuno finora è mai stato in grado di decifrarla.

 

Vai alla home page di LineaDiretta24

Leggi altri articoli dello stesso autore

Twitter: @Vale_Perucca

Vuoi commentare l'articolo?

Valentina Perucca

Valentina Perucca nasce a Roma nel 1982. Dopo aver conseguito la maturità classica si laurea in Lettere e Filosofia, all'Università La Sapienza di Roma. Appassionata di arte, letteratura, musica, viaggi. Specializzata in linguistica e glottodidattica, insegna italiano a tutti coloro che vogliono impararlo. Ama Catullo, Ovidio, Euripide, Sofocle, suoi migliori amici fin dalla più tenera età. Odia gli arrivisti, gli arrampicatori sociali e i cercatori d'oro.