Rolando Ravello debutta alla regia con Tutti Contro Tutti

Oltre a dirigere Ravello interpreta anche questa commedia, nella quale riesce a mantenersi un equilibrio tra le varie parti recitate. Nessuno degli attori interpreta un ruolo eccessivamente preponderante rispetto agli altri: tutti i protagonisti ricoprono una parte importante e danno un diverso ma omogeneo contributo, dal punto di vista del significato, alla storia. Da Agostino (Rolando Ravello), primo protagonista, Anna (Kasia Smutniak), moglie di Agostino, Sergio (Marco Giallini), cognato del protagonista, fino ai figli e al fantastico Rocco (Stefano Altieri), il goliardico nonno tutt’altro che lento nei ragionamenti, bensì ideatore di grandi strategie utili alla risoluzione dell’intreccio, la storia, basata su fatti realmente accaduti, si sviluppa senza mai sfociare nel patetico e nel tragicomico. E nel tragico Tutti contro tutti, visti i grandi problemi che tratta, avrebbe anche il diritto di entrarci: un’umile e onesta famiglia romana, ” a causa” della comunione del piccolo Lorenzo, che l’ha allontanata da casa giusto per un paio d’ore, si ritrova, al ritorno dalla cerimonia, senza più un tetto, occupato ormai da altri individui.

L’occupazione di case, prive oramai da tempo di un legittimo proprietario, non è l’unica piaga sociale presente nel lavoro di Ravello. Mano a mano che la storia va avanti infatti vediamo come il film non si fa mancare nulla: dal razzismo alla corruzione si prosegue con il tema che fa da sottofondo e che dà anche il titolo al film, ovvero quello della guerra tra poveri, della mancanza di solidarietà tra persone che temono, da un momento all’altro, la stessa triste sorte della famiglia di Agostino. Un riscatto sembra poi avere luogo, ma senza alcune pretese di eroismo, come, d’altronde, senza alcuna manifestazione di pietismo si inseriscono i momenti di maggiore sconforto. Gli unici motori di Rolando Ravello, interprete, regista, autore del soggetto e sceneggiatore del film, assieme a Massimiliano Bruno, sono stati “la sensibilità verso il mondo che mi circonda”, “la telefonata ricevuta dal vero Agostino, il quale mi raccontò che gli avevano occupato casa”, “l’interesse verso chi fa fatica ad andare avanti, chi è meno fortunato, chi combatte le battaglie del nostro tempo con dignità e senza voler far pena a nessuno”. Un ritratto realistico, divertente, a tratti anche un po’ duro, di come il mondo di oggi stia andando a pezzi, accompagnato però da quella dose di genuina ironia all’italiana, pronta a sdrammatizzare e a rendere possibile l’andare avanti nonostante tutto.

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Ilaria Francesca Petta

Più di là che di qua, nel senso metaforico...ma anche letterale. Classe 1986, nasco sotto il segno dei gemelli, di cui sono una chiara rappresentazione. Senza terra sotto ai piedi, con uno spiccato senso internazionalistico, credo che l'Italia sia un Bel Paese in declino, legato ancora a un glorioso passato. Laureata in lingue e traduzione, mi sono immersa in questa odissea, chiamata giornalismo, a 26 anni..forse tardi, ma assicuro che sto recuperando in pieno. Masterizzata in Comunicazione e Media nelle Relazioni Internazionali girovago come tirocinante, al momento nella Commissione europea a Roma.

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