Roberto Bolle, l’eccellenza italiana a New York

L’iniziativa rende omaggio all’eccellenza Italiana del passato e del presente e il primo ballerino dell’American Ballet Theatre di New York ne è l’orgoglioso ambasciatore. Bolle dal vivo è di una bellezza devastante e il suo ingresso in scena viene immediatamente salutato dal calore del pubblico. Il programma comprende un grande mix di classici e numeri contemporanei, fondendo assime tradizione e modernità. Il primo atto è un susseguirsi di passi a due che culminano nel divertente “Le Grand Pas de Deux“, che vede Bolle e Alicia Amitrain in un numero che, sulle note di Gioacchino Rossini, si fa beffe degli stereotipi del balletto. A riprova che i grandi artisti sono capaci di autoironia. Non manca un elemento di jazz, che viene presentato nella performance romantica e sensuale di Luciana Paris e Herman Cornejo sulle musiche di Frank SinatraNel secondo atto, al “Passo a Due” di Tchaikovsky nell’ormai iconico allestimento di George Balanchine e alla “Morte del Cigno” si affiancano le vibranti coreografie di “Mono Lisa” e di “Kazimir’s Colours”. {ads1} Anche se le coreografie hanno conservato un’aura vagamente conservatrice, laddove la tradizione ha spesso prevalso sull’innovazione, il prototipo di Massimiliano Volpini ha spiccato per l’affascinanante uso della proiezione in sincrono con l’impeccabile assolo di Roberto Bolle. Alina Somova nel ruolo di Fokine ne “La morte del cigno” avrebbe potuto utilizzare un’ancora maggiore fluidità nelle braccia come, a suo tempo, la celebre Maya Plisetskaya nello stesso balletto. Ad ogni modo, l’intero corpo di ballo si è esibito dando prova di una tecnica meravigliosamente pulita, evitando, forse, qualche rischio, ma profondendosi in dei virtuosismi mozzafiato. Chiunque abbia assistito allo spettacolo conserva il ricordo di una serata meravigliosa che ha onorato l’étoile Italiana e festeggiato il mondo della danza. Bolle si dice, comprensibilmente, fiero di di esibirsi su uno dei più grandi palcoscenici al mondo e dichiara, con eguale orgoglio, che essere Italiano fa parte della sua natura più profonda. È particolarmente onorato di esportare la cultura Italiana a New York perché: «Questo è ciò di cui è fatto il “Roberto Bolle and Friends“. È fratellanza, mettere insieme il meglio al mondo per creare qualcosa di spettacolare. Spero stasera di condividere la nostra passione facendo quello che sappiamo fare meglio: danzare».

 

 

 

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Claudia Pellicano

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