Road 47: i soldati brasiliani dimenticati

Quando parliamo di Seconda Guerra Mondiale la nostra mente è portata a correre immediatamente ad una serie di personaggi o avvenimenti strettamente collegati, Adolf Hitler, Mussolini o lo sbarco in Normandia, l’ultima associazione mentale che potrebbe mai sovvenirci è quella di pensare al Brasile. Infatti in pochi sanno che in piena guerra mondiale a combattere lungo la linea Gotica c’erano anche militari brasiliani della FEB (Forza di Spedizione Brasiliana), giovani ragazzi addestrati in modo poco adeguato, spediti in una terra a loro sconosciuta. Per questa ragione il regista Vicente Ferraz ha deciso di raccontare con il film Road 47 una storia che portasse alla conoscenza di alcuni aspetti storici a noi ignari, per colmare una lacuna storica che ci accomuna. Il cast artistico è composto da: Sergio Rubini, Daniel de Oliveira, Francisco Gaspar, “Thogun” Sergio Teixeira, Julio Andrade, Ivo Canelas, Richard Sammel con Michele Venitucci, Ignazio Oliva e Cesare Apolito, il film arriverà nelle sale il 23 aprile.

Dicembre del 1944, nella zona dell’Appenino Tosco-Emiliano, un gruppo di genieri della FEB tenta di sminare uno dei campi minati tedeschi, ma per colpa di un’esplosione di una mina, che causerà la morte di due soldati, il reparto si fa travolgere dal panico e per la paura si sparpaglia, ritrovandosi nel bel mezzo della terra di nessuno. Inizia così un viaggio in mezzo alla neve, in cui i quattro soldati allo sbando incontreranno un corrispondente di guerra brasiliano, un soldato repubblichino e un sergente tedesco che per varie vicissitudini si uniranno a loro. Tutta la storia è accompagnata dalla voce di uno dei giovani sminatori, che legge una lettera indirizzata al padre, ogni frase pronunciata scandisce il racconto. Racconto di un’esperienza drammatica che si sofferma sulle emozioni angosciose, sul senso di smarrimento che concerne paura, ma anche speranza. Road 47 non è un film di guerra, ma è un film che si fonda sul lato umano della stessa. I sette personaggi: cinque brasiliani, un italiano e un tedesco, non parlano la stessa lingua, si trovano in una terra angusta per obiettivi differenti, non si conoscono e si temono a vicenda, ma nonostante tutto si aiuteranno. La condivisione di una situazione così dolorosa come il bel mezzo della ferocia della guerra farà emergere l’umanità e il rispetto per la figura umana.

 

 

 

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Arianna Arete Martorelli

Nasce a Roma lo stesso giorno di Francesco Facchinetti, che coincide casualmente con la data di morte di Leonardo da Vinci. Dopo il primo vero colloquio della sua vita, nell’ottobre 2013 diventa redattrice della sezione cultura e spettacolo per Lineadiretta24.it tra un articolo e un altro, nel tempo libero, si interessa di molte cose: cinema, teatro, fotografia, musica… concretamente gira, vede gente, si muove, conosce, fa cose. Dopo la laurea vorrebbe partire alla volta di New York per intervistare David Letterman. Spera di non dover mai scendere a compromessi meschini, odia bere l’acqua dalle tazze e i “no” a prescindere, crede fermamente che comunque, in fin dei conti, il destino ha sempre più fantasia di noi.