Provando…Dobbiamo parlare, terapia per coppie sull’orlo di una crisi di nervi

Provando...Dobbiamo parlareUna commedia che nasce a teatro e a teatro ritorna: Sergio Rubini porta in scena le prove del suo Dobbiamo Parlare, una rappresentazione pensata e realizzata per il grande schermo, ma che funziona anche sul palcoscenico del Teatro Ambra Jovinelli, che la ospiterà fino al prossimo 20 dicembre. Prove, appunto, perché in fase di lavorazione il testo è stato proposto dal vivo ad un pubblico vero, prima di dare il via alle riprese del film, già presentato in anteprima alla X edizione della Festa del Cinema di Roma. Lo spiega lo stesso Rubini, che ha raccontato come la presenza di una platea abbia aiutato a capire da subito cosa funzionasse e cosa meno. L’azione di Provando…Dobbiamo parlare si concentra nella casa romana di una coppia di intellettuali borghesi: lui, Vanni (Sergio Rubini), è uno scrittore cinquantenne, lei, Linda (Isabella Ragonese), è la sua compagna e ghostwriter, ancora in cerca della sua strada nella vita e insoddisfatta dei suoi 30 anni trascorsi senza grandi successi professionali. I due condividono un attico nel centro della Capitale, scrivono libri insieme, non progettano figli né un matrimonio e sono legati solamente dall’amore, o almeno così credono.

Sono, insomma, la perfetta espressione di quella borghesia di sinistra che già La Grande Bellezza aveva portato al cinema, sebbene qui feste e mondanità restino fuori dal sipario. Dall’altra parte stanno invece Alberto, detto il Prof. (Fabrizio Bentivoglio) e Costanza (Maria Pia Calzone), lui chirurgo e lei dermatologa, alle spalle un matrimonio di lunga data che entra in crisi a causa delle scappatelle di lui. Nel salotto di Vanni e Linda, uno spazio claustrofobico che richiama alla memoria le atmosfere di Carnage, i quattro mettono in scena un teatro di accuse e recriminazioni, una rappresentazione efficace e grottesca di vizi e ipocrisie tipicamente borghesi. Provando…Dobbiamo parlare è una commedia brillante e intelligente che fa luce su due mondi differenti, ma accomunati dalle stesse idiosincrasie. Irresistibile in particolar modo Fabrizio Bentivoglio, attore milanese che si cala con successo nei panni di un romano doc, con inflessione dialettale perfetta e battuta sempre pronta al momento giusto. Lo spettacolo scritto, diretto e interpretato da Sergio Rubini vuole rivolgersi ad un pubblico composito, perché tutti almeno una volta nella vita abbiamo detto le fatidiche parole “dobbiamo parlare”, anche se qui i personaggi sembrano piuttosto vittime di una comunicazione che è sempre stata insincera e carente.

Eppure, sembra suggerire Rubini, non è questo il male peggiore. La coppia che delle due resterà in piedi alla fine della serata non è certo quella che più ha brillato per onestà, ma del resto lo stare insieme sembra quasi presupporre, a lungo andare, bugie e piccole meschinità. In questo si vuole evidenziare un’ipocrisia comune, che mette tutti sul banco degli imputati. Ma Provando…Dobbiamo Parlare mostra anche una società in decadimento in quanto a ideali. Non è un caso se i quattro, seppur amici, siano agli antipodi anche nelle preferenze politiche, come a significare quanto oramai anche in quella sede le differenze siano pura apparenza. La commedia di Rubini evidenzia il grottesco di una categoria sociale che non ha più una prospettiva e si dibatte agonizzante nei propri difetti, per poi puntualmente far finta che scompaiano all’alba del giorno successivo. Una critica che cade comunque nel vuoto e sembra mancare di soluzioni efficaci. Forse, semplicemente basterebbe dirsi più spesso “dobbiamo parlare”.

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Viola D'Elia

Nata 27 anni fa, ha vissuto a Roma, Istanbul e in India. Sempre pronta a fare le valigie, sogna di vedere ogni angolo di mondo. Oltre a coltivare ambizioni alla Jules Verne, i suoi interessi includono accumulare libri, la musica e il cinema. E’ capace di commuoversi ogni volta che rivede Hugo Cabret; ama scrivere e fare domande, ma non riceverne. Specialmente di lunedì mattina. Crede fermamente nella filosofia di Big Fish: «Tenuto in un piccolo vaso il pesce rosso rimarrà piccolo, in uno spazio maggiore esso raddoppia, triplica o quadruplica la sua grandezza».